Negli States il modello ha preso piede ma i risvolti, specie nella salute, sarebbero nefasti. Non si può vivere di solo lavoro pena l’insorgenza di malattie anche gravi.
Negli USA si danno i numeri: 996! Una notizia balzata agli onori della cronaca ha fatto pensare, di primo acchito, che negli States si stesse diffondendo il gioco del lotto e della cabala, l’arte di predire il futuro per mezzo di numeri, lettere, segni. Non si tratta nemmeno del prefisso telefonico internazionale del Kirghizistan. Niente di tutto ciò ma i numeri vincenti sono 996, un nuovo tipo di organizzazione del lavoro, per cui si lavora dalle 9 del mattino alle 9 della sera, 6 giorni su 7.
Questo modello è nato in Cina ma sta trovando apprezzamento anche nella Silicon Valley. Stakanov, il mitico minatore sovietico degli anni ’30 diventato simbolo di produttività record, era un dilettante in confronto. Ma internet, come sostenevano i cantori della rete, non doveva liberare tempo di lavoro? Si è visto come… Si sta verificando uno scontro generazionale tra due modi di intendere il lavoro e ciò che ne consegue, uno l’opposto dell’altro.
Da una parte giovani completamente fagocitati e quasi in stato di alterazione dopo 9 ore davanti allo schermo del computer. Dall’altra la generazione adulta che reputa disumano questo stile, in quanto viola una serie di diritti civili con effetti devastanti che si possono scatenare con una concezione del lavoro senza limiti e totalitaria. C’è da considerare che fuori dal canonico orario d’ufficio, ad esempio nell’ambito delle professioni freelance, già si lavora molte ore. Inoltre se la scelta fosse personale, e non imposta dall’organizzazione, non ci sarebbe nulla da obiettare.
Comunque 72 ore settimanali sono proprio tante, se non si conosce dove si vuole arrivare. Il settore tech è da sempre basato sull’obiettivo, piuttosto che su come viene raggiunto. I peana per il 996, a volte sembrano essere figli del contesto storico reazionario attuale, negli USA e in altre parti del pianeta, una rivincita sui valori post-pandemia, equilibrio, sobrietà e cura di sé.
Secondo alcuni se nello stacanovismo tradizionale la fatica veniva tenuta in qualche modo sommersa, anche se, in realtà era evidente, col 996 la fatica viene esposta con orgoglio e esaltazione. Quasi come annichilirsi sul lavoro possa essere un mezzo per raggiungere la felicità consistente nell’assenza di ogni sensazione e quindi anche del dolore. Chi sceglie questo modello o lo subisce, alla fine entra in un ingranaggio fatto di dipendenza, ardore e integralismo sfrenato.

Qualora il tema venisse considerato essenziale per il sindacato, nel senso di voler combattere la coercizione a cui ci si sottopone, volontariamente o meno, il rischio è di trovarsi come controparte non i datori di lavoro, il che sarebbe naturale quanto i lavoratori stessi che desiderano difendere. L’adesione sfrenata, acritica, quasi fideistica dei lavoratori, potrebbe essere un ostacolo insormontabile. In Cina dove il modello ha avuto origine nel 2018, il management ha sempre considerato il 996 come un atto solenne, di cui i lavoratori sono grati per lavorare fino allo sfinimento, in una sorta di purificazione spirituale!
Ora che questa novella sacralità è arrivata negli USA, impiegherà poco tempo per diffondersi in Occidente e sarà molto complicato liberarsene. Intanto i primi studi hanno rilevato gli effetti negativi e deleteri del modello di organizzazione del lavoro: burnout, ansia, depressione, esaurimento fisico e mentale, riduzione del tempo per la vita sociale e familiare, generazione di un ambiente tossico con pressione costante e aumento del rischio di morte per eccesso di lavoro.
Forse si pensa che con la probabile costruzione massiccia di cyborg, i lavoratori deceduti saranno sostituiti da robot umanoidi indistruttibili per applicare il metodo H24/7, 24 ore per 7 giorni per un ciclo illimitato!