Salvini: “Nessuna distinzione tra prima e seconda casa”. Forza Italia vuole inserire la norma nel decreto sicurezza.
Roma – Dopo i disordini del 31 gennaio a Torino durante il corteo contro lo sgombero di Askatasuna, la maggioranza torna a stringere sul tema delle occupazioni abitative. La Lega rilancia la propria linea chiedendo di estendere le procedure accelerate di sgombero, già introdotte nel 2025 per le prime case, anche alle seconde e terze abitazioni occupate abusivamente.
“Sgomberi immediati per tutte le case, senza distinzioni”, ha dichiarato il vicepremier Matteo Salvini dalla conferenza di Confedilizia a Napoli. La richiesta arriva pochi mesi dopo l’entrata in vigore del reato di occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui, che prevede pene fino a sette anni di carcere e procedure d’urgenza per il rilascio. Ora il Carroccio vuole rendere questa procedura la regola per ogni tipologia di abitazione.
Forza Italia ha aperto all’ipotesi di inserire la norma direttamente nel decreto sicurezza per accelerare l’iter, mentre Fratelli d’Italia lavora a una proposta parallela sugli sfratti che punta a ridurre ulteriormente le garanzie procedurali: eliminazione del preavviso di rilascio, sfratto esecutivo in dieci giorni, con un solo possibile rinvio eccezionale in presenza di persone fragili.
Dietro la stretta punitiva si nasconde però una crisi strutturale che affonda le radici negli anni Novanta, quando con la chiusura del fondo Gescal e il superamento dell’equo canone lo Stato ha ridotto drasticamente il proprio intervento nell’edilizia pubblica e nella regolazione degli affitti.
A Roma, emblema della crisi, sono in graduatoria circa 18.500 nuclei familiari, oltre 50mila persone in attesa. Nel 2024 sono stati assegnati poco più di ottanta alloggi popolari: una casa ogni quattro giorni.
A livello nazionale, nel 2024 sono stati emessi oltre 40mila provvedimenti di sfratto, mentre le famiglie in attesa di un alloggio pubblico sono ancora oltre 650mila. In totale, le famiglie in condizioni di disagio abitativo sono circa un milione e mezzo: una famiglia su quattro nelle grandi aree urbane fatica a permettersi un affitto dignitoso.