L’Europa va verso un rafforzamento delle regole e dice sì all’abuso d’ufficio, norma che l’Italia aveva cancellato nel 2024.
Bruxelles – Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva la nuova direttiva europea anticorruzione, introducendo per la prima volta norme comuni in tutta l’Unione per prevenire e contrastare in modo serio ed efficace i reati di corruzione nel settore pubblico e privato.
Si tratta dell’ultimo passaggio di un lungo e complesso negoziato tra Parlamento, Commissione e Consiglio. Il punto centrale della direttiva è l’articolo 7, che obbliga tutti gli Stati membri a criminalizzare l’abuso di funzioni pubbliche, cioè esattamente quel reato di abuso d’ufficio che il Governo italiano ha cancellato nel 2024.
Secondo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci, la posizione dell’Europa rappresenta una netta smentita per il Governo italiano e per il ministro Nordio, evidenziando come, mentre l’Unione rafforza le norme contro la corruzione, in Italia si sia andati nella direzione opposta. Inoltre Antoci sottolinea che l’esecutivo non avrebbe più giustificazioni e dovrebbe reintrodurre il reato adeguandosi alle normative europee, attribuendo al ministro Nordio la responsabilità politica della decisione.
Dichiarazioni forti anche dal leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che critica duramente la scelta del Governo e del ministro Nordio di abolire il reato, sostenendo che la decisione avrebbe favorito politici e colletti bianchi accusati di abusare del proprio potere in concorsi e gare pubbliche. Inoltre evidenzia come il Governo italiano abbia tentato fino all’ultimo di ostacolare l’iter della direttiva, finendo però per rimanere isolato nel contesto europeo.
Inquadra la vicenda più nel contesto delle difficoltà di questa maggioranza Peppe Provenzano, responsabile esteri del Pd, pensando all’Italia nella sua profonda crisi politica. Secondo Provenzano, Giorgia Meloni dovrebbe affrontarla con serietà, evitando scorciatoie e rendendo conto della situazione direttamente in Parlamento, e non attraverso un video pubblicato su Instagram.
Di parere opposto Nicola Procaccini, copresidente di Ecr ed esponente di FdI, che sottolinea come la direttiva europea conferma agli Stati membri la libertà di scegliere gli strumenti più efficaci per combattere la corruzione. Secondo la destra, l’Italia dispone già di tali mezzi e non sarebbe quindi necessario reintrodurre il reato di abuso d’ufficio, mentre il testo lascia margini di flessibilità nell’applicazione delle norme sui casi di esercizio illegittimo di funzioni pubbliche.