Cani lasciati morire nei furgoni al World Dog Show

La rabbia delle associazioni animaliste dopo la tragedia alla fiera di Bologna: sei animali abbandonati dai proprietari senza acqua né cibo.

Bologna – Una tragedia legata allo sfruttamento commerciale degli animali scuote il World Dog Show, la prestigiosa manifestazione cinofila ospitata nei padiglioni fieristici di Bologna. Tre cani di razza drahthaar (cani da ferma tedeschi) sono morti in modo atroce dopo essere stati abbandonati all’interno di alcuni furgoni dai loro stessi proprietari, privati di acqua e cibo sotto temperature proibitive.

Sono stati gli organizzatori dell’evento, attirati dai lamenti e dai deboli guaiti che provenivano dai mezzi in sosta, a fare la macabra scoperta. Nei furgoni sono stati rinvenuti sei cani in condizioni disperate: per uno di loro il decesso era già sopraggiunto, mentre altri due sono morti poco dopo il ricovero d’urgenza presso la clinica veterinaria di Ozzano. Gli altri tre esemplari sono stati tratti in salvo e presi in cura dai sanitari.

L’episodio ha sollevato un’ondata di indignazione immediata. Quattro delle principali sigle per la protezione degli animali – Lav, Animal liberation, Cruelty free e Lac – hanno diffuso una nota congiunta per esprimere rabbia, profondo sdegno e la più ferma condanna” per quanto accaduto tra i padiglioni della fiera.

“Un episodio gravissimo, che evidenzia ancora una volta le conseguenze di una visione degli animali come oggetti da utilizzare a fine di lucro. Condanniamo da sempre l’allevamento, la commercializzazione, l’esposizione di cani e altri animali e sottolineiamo come la morte di questi cani sia avvenuta perché trattati con noncuranza senza tenere conto delle loro necessità come fossero appunto nient’altro che strumenti per un’attività economica piuttosto che esseri viventi, denunciano i rappresentanti delle associazioni.

Le quattro associazioni hanno annunciato battaglia legale affinché vengano accertate tempestivamente tutte le responsabilità penali a carico dei proprietari dei furgoni. Nel mirino non ci sono solo i singoli responsabili, per i quali si chiede che “siano perseguiti con la massima severità” dal momento che l’uccisione di animali costituisce un reato punito dal codice penale, ma l’intera impalcatura delle manifestazioni commerciali cinofile.