Il Consiglio dei ministri ha approvato una misura che esenterà dal pagamento della tassa automobilistica oltre il 70% dei veicoli in circolazione.
Roma – Circa 14,5 milioni di veicoli – più del 70% delle auto oggi in circolazione e la totalità dei motocicli – non pagheranno il bollo nel 2027. È quanto prevede la misura approvata dal governo, che riguarda le vetture di piccola e media potenza, definite da Palazzo Chigi come quelle “in gran parte usate dalle famiglie per gli spostamenti quotidiani”. Ogni cittadino potrà beneficiare di una sola esenzione, relativa a un solo veicolo regolarmente assicurato.
La copertura del mancato gettito, che pesa soprattutto sulle casse di Regioni e Province autonome, è ancora in parte da definire: nella bozza del decreto l’articolo sulle disposizioni finanziarie risulta al momento in bianco, mentre alle Regioni è già stato garantito un trasferimento compensativo di 2,29 miliardi per il 2027, con gli importi spettanti a ciascun ente da fissare entro il 31 marzo dello stesso anno. Fonti di governo spiegano che parte dei fondi arriverà da economie del Pnrr, in particolare da sovvenzioni e prestiti rimasti inutilizzati dopo la scadenza del 30 giugno 2026, scartando così l’ipotesi di finanziare la misura con un intervento sui prezzi del carburante.
Per ora l’esenzione vale solo per l’anno 2027, ma il taglio – assicurano le stesse fonti – è destinato a diventare strutturale: la formula temporanea è imposta dai limiti dello strumento del decreto legge, che può contenere solo misure emergenziali, mentre la stabilizzazione definitiva arriverà con la prossima legge di Bilancio.
Quanto ai criteri concreti, per le auto l’esenzione spetta a chi nel 2027 risulta intestatario di una o più vetture a benzina o gasolio (anche ibride) con potenza non superiore a 80 kW; in caso di più veicoli agevolabili, il beneficio va a quello con la potenza minore o, a parità di potenza, a quello con il bollo più basso. Per moto e ciclomotori l’esenzione è riservata a chi non possiede già un’auto agevolabile, seguendo lo stesso criterio della minore potenza o, per i ciclomotori, della data di immatricolazione più remota.