Shopping sfrenato con i soldi della vittima malata

Mentre il professionista si trovava ricoverato all’estero, i truffatori usavano la sua tessera prepagata per fare acquisti.

Bergamo – Nell’ambito di un’attività investigativa finalizzata alla tutela delle persone più vulnerabili, i militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Bergamo hanno ricostruito una complessa vicenda di presunto sfruttamento patrimoniale ai danni di un anziano medico di origini straniere, residente in provincia di Bergamo, affetto da una grave compromissione delle proprie capacità cognitive e fisiche.

L’indagine ha preso avvio a seguito del ricorso presentato dal Comune di residenza per la nomina, da parte del Tribunale di Bergamo, di un amministratore di sostegno in favore dell’anziano, ormai non più autosufficiente.

Gli accertamenti svolti nell’ambito della procedura civilistica hanno fatto emergere elementi di possibile rilevanza penale che, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Bergamo, sono stati approfonditi dai finanzieri del Nucleo polizia economico finanziaria.

Le indagini hanno consentito di ricostruire come un uomo e una donna, residenti in provincia di Milano, dopo essere entrati in contatto con l’anziano nel corso del 2025, approfittando delle sue condizioni di fragilità, lo avrebbero indotto a vendere la propria villa con annesso terreno, situata in provincia di Bergamo, a un prezzo notevolmente inferiore al reale valore di mercato.

In particolare, nel mese di dicembre 2025, i due lo avrebbero accompagnato presso uno studio notarile della provincia di Milano, dove veniva stipulato l’atto di compravendita dell’immobile per un corrispettivo di 75.000 euro, a fronte di un valore commerciale stimato in circa 225.000 euro, pari a circa un terzo del suo effettivo valore.

Pochi giorni dopo la stipula dell’atto, l’anziano si trasferiva nel Regno Unito, dove risiedono alcuni suoi familiari. A seguito dell’aggravarsi delle proprie condizioni di salute, nei primi mesi del 2026 veniva ricoverato presso una struttura sanitaria specializzata nella cura delle patologie neurodegenerative.

Il prosieguo delle attività investigative, sviluppate anche attraverso mirati accertamenti bancari, ha consentito inoltre di ricostruire come i due indagati, oltre ad essersi illecitamente impossessati dell’immobile, si sarebbero fatti consegnare somme di denaro e una carta prepagata intestata all’anziano.

Approfittando dell’assenza della vittima, ricoverata nel Regno Unito, gli stessi avrebbero continuato a utilizzare la carta nel corso del 2026 per effettuare acquisti presso esercizi commerciali della provincia di Milano. Le condotte sarebbero proseguite anche durante il ricovero dell’anziano, con spese documentate per quasi 10.000 euro, tutte effettuate esclusivamente nel territorio milanese.

Secondo quanto ricostruito dai finanzieri e dalla Procura della Repubblica bergamasca, i fatti contestati si inserirebbero in un più ampio contesto di sistematico sfruttamento di una persona incapace di provvedere autonomamente alla tutela dei propri interessi patrimoniali.

Alla luce degli elementi raccolti, l’autorità giudiziaria ha contestato ai due indagati il reato di circonvenzione di persona incapace e, ravvisata la sussistenza dei presupposti di legge, ha disposto il sequestro preventivo d’urgenza dell’immobile e del rapporto bancario riconducibile alla carta prepagata, fino a concorrenza del profitto ritenuto indebitamente conseguito, provvedimento successivamente convalidato dal giudice per le indagini preliminari.

A ulteriore riscontro delle ipotesi investigative, le perquisizioni eseguite nei giorni scorsi in provincia di Milano hanno consentito di rinvenire, nella disponibilità dei due indagati, la carta prepagata intestata all’anziano medico.