Duplice omicidio al tempio: è caccia all’uomo

I carabinieri sono sulle tracce del presunto autore materiale dell’agguato mortale in cui hanno perso la vita due persone a Covo.

Bergamo – Si stringe il cerchio, ma il tassello più importante manca ancora. I carabinieri stanno lavorando senza sosta e, passo dopo passo, stanno ricostruendo quanto accaduto nella notte del 17 aprile davanti al tempio sikh a Covo. Però chi probabilmente ha premuto il grilletto non ha ancora un volto ufficiale: è in fuga e le ricerche sono in pieno corso.

Intanto emergono dettagli nuovi. Gli investigatori hanno acceso i riflettori su tre uomini di nazionalità indiana che si trovavano lì, sulla scena, proprio mentre tutto è successo. Due di loro, senza aspettare di essere chiamati, si sono fatti avanti il giorno dopo e si sono presentati al Comando provinciale dei carabinieri insieme al loro legale. Davanti al pubblico ministero hanno raccontato la loro versione dei fatti. Ora quelle parole sono sotto la lente degli inquirenti, che le stanno passando al setaccio per capire cosa torna e cosa no.

Il terzo uomo, invece, è sparito nel nulla. Ed è proprio su di lui che si concentrano tutti gli sforzi: secondo chi indaga, sarebbe il responsabile diretto del duplice omicidio. È lui l’uomo che i militari stanno cercando, senza sosta.

Sul luogo del delitto, intanto, resta una scena difficile da dimenticare. Rajinder Singh, 47 anni, e Gurmit Singh, 48, sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco all’esterno del tempio sikh di via Campo Rampino a Covo, mentre all’interno si preparava la festa di Vaisakhi. Era mezzanotte passata. Un momento di comunità che si è trasformato, nel giro di pochi istanti, in tragedia.