Benessere sessuale e produttività: binomio inscindibile

Frustrazione sessuale e stress si ripercuotono sull’efficienza e sulla concentrazione, stimolando il dibattito sul legame tra salute sessuale e PIL globale.

Sono assai numerosi i ragazzi che restano a lungo nella casa genitoriale per una serie di motivi: precarizzazione del lavoro, salari bassi, affitti esosi, comfort di stare con mamma e papà. In questo modo diventa difficile mettere su famiglia, ma anche avere una regolare relazione amorosa.

La nota azienda svedese “Lelo”, specializzata nella produzione di sex toys e dispositivi di benessere intimo, forse preoccupata per il calo delle vendite, ha commissionato una ricerca dall’eloquente titolo “Economics of Orgasm Report”.

E’ un’analisi sul benessere sessuale e sul suo legame con l’economia. Lo studio ha introdotto il termine iniquità erotica“, per descrivere come il caro affitti e i salari bassi costringano molti giovani a vivere con i genitori, danneggiando l’intimità e riducendo la produttività lavorativa. La mancanza di autonomia abitativa impedisce una vita sessuale sana, portando a stress e senso di fallimento.

Frustrazione sessuale e stress si ripercuotono sull’efficienza e sulla concentrazione, stimolando il dibattito sul legame tra salute sessuale e PIL globale. Viene evidenziato, inoltre come il benessere sessuale sia da considerare un vero e proprio indicatore di salute pubblica. Il fenomeno ha prodotto la posticipazione dell’adolescenza, una condizione per cui si allontana il momento di farsi una vita per conto proprio.

Secondo gli autori l’iniquità erotica può determinare, nei casi peggiori, sintomatologie depressive, incapacità nell’avere relazioni sentimentali. Il fenomeno è molto diffuso e coinvolge giovani tra i 18 e 40 anni. Il fatto di entrare tardi nell’ “età adulta”, di non aver spazi per mettere in gioco la propria corporeità possono rappresentare un rallentamento dal punto di vista evolutivo.

Vivere per troppo tempo a casa dei genitori è una profonda frustrazione per la crescita di un individuo, soffocando l’inclinazione naturale ad essere autonomo. Dai dati diffusi è emerso che sono cresciuti i casi di disturbi legati al ciclo del sonno, che produce maggiori giorni di assenza dal lavoro. D’altronde molte ricerche hanno confermato che una vita privata soddisfacente aiuta a stare meglio in ufficio e a rendere di più. Alcune stime diffuse negli USA hanno equiparato il costo annuale della riduzione del coinvolgimento partecipativo dei lavoratori al processo aziendale, ad una cifra enorme, ossia 438 miliardi di dollari.

Una sessualità soddisfacente aumenta la produzione sul lavoro

Al contrario, secondo il report di Lelo, migliori condizioni psico-fisiche dei lavoratori, potrebbero produrre 11,72 trilioni di dollari in più di ricchezza prodotta. Senza volersi impelagare nel corto circuito dei numeri, ciò che emerge è la forte domanda di un welfare all’altezza, che possa contribuire a mandare via di casa molti giovani.

Politiche di sostegno tramite agevolazioni economiche, innanzitutto per coloro che si trovano in condizioni socioeconomiche più disagiate. Inoltre un aumento di salari e stipendi, contribuirebbe non poco alla ricerca di case da affittare. Anche un network di mutuo aiuto tra i giovani stessi potrebbe stimolare le persone, sia ponendosi come punti di riferimento, sia che come sostegno pratico. Infine, secondo gli autori del report, sarebbero auspicabili percorsi scolastici che prevedessero lo studio di materie come l’educazione alla sessualità e all’affettività.

Qui dovrebbe intervenire la politica, iniziando dalla scuola primaria. Purtroppo nel nostro Paese temi di questo tipo sono considerati ancora tabù, perché riguardano l’intimità e la vulnerabilità delle persone, per cui meglio non parlarne. Sarà per la tradizione cattolica e per la presenza del Papa, fatto sta che il dialogo e difficile e gli ostacoli frapposti sono tanti.

Eppure si tratta di temi che riguardano i giovani di oggi, gli adulti di domani e coinvolgono difficoltà economiche, mancata autonomia, da cui possono scaturite solitudine ed emarginazione.

No, il nostro non è un Paese per giovani.