Bambini e I.A. massima attenzione

In rete gira di tutto e di più, senza limiti. E’ tutto un profluvio di una marea infinita di bassa produzione, reiterata all’infinito e aggressiva. I minori sono potenziali vittime.

Intelligenza Artificiale (IA) e infanzia, una relazione pericolosa. Ormai l’ultima dea della tecnologia è apparsa tra i comuni mortali a mostrare le sue mirabilie e per risolverci tutti i problemi quotidiani. E’ penetrata in ogni dove delle relazioni sociali e individuali e l’infanzia non poteva essere esente dalla sua pervasività. Circolano in rete molti video generati dall’IA di cui, dal punto di vista scientifico, non si conoscono gli effetti.

Una volta la Scienza quando aveva dei dubbi, applicava il principio di precauzione. Ossia una linea guida di gestione del rischio che stabilisce alcune regole: quando un’attività, un prodotto o una nuova tecnologia pongono potenziali minacce gravi o irreversibili per l’ambiente o la salute umana, si devono adottare misure cautelari protettive, anche se l’evidenza scientifica non è ancora pienamente dimostrata o vi è incertezza.

Ed invece in rete gira di tutto e di più, senza limiti. E’ tutto un profluvio di una marea infinita di bassa produzione, reiterata all’infinito, aggressiva, che è il tema principale dello svago via web, anche di quello infantile. Qualche tempo fa, quando i bambini si cimentavano con YouTube, ci si preoccupava per la sovrabbondanza di feedback, l’assuefazione dallo schermo e dall’irrefrenabilità della riproduzione automatica.

Ora le immagini vengono manomesse per cui le frames evidenziano animali che cambiano forma all’improvviso, i canti per bambini mescolano i colori, l’alfabeto e i luoghi geografici. Rispetto a quello che accadeva con YouTube, i contenuti sono più infidi e non si riesce a decifrarli. In apparenza sembra che tutto fili liscio, tuttavia si ha la netta percezione che qualcosa sfugga alla logica. Intorno al tema c’è una narrazione contrapposta.

Da un lato i cantori dell’IA, come l’Economist (prestigioso settimanale di attualità britannico d’informazione politico-economica, sostenitore del libero mercato, che Marx definì “la tribuna dell’aristocrazia della finanza”, secondo cui l’IA potrebbe fornire ai bambini un’educazione perfetta orientata a soddisfare i bisogni dell’infanzia con lezioni trasformate in un gioco continuo.

Al contrario gli studiosi dello sviluppo cognitivo dei bambini hanno evidenziato i segnali misti di questi video che frenano il processo di acquisizione delle nuove conoscenze. Viene a mancare un aspetto importante per lo sviluppo del bambino, la capacità di attirare la sua attenzione. Ci si trova di fronte ad un flusso sensoriale senza sosta, che annichilisce l’individuo annullando l’imprevisto. Davvero ci troveremo un giorno con un’IA che sostituisce l’educazione, l’intrattenimento e i rapporti umani?

Bambini e I.A. occorrono controlli e verifiche continue

E’ una domanda che ha a che fare con l’essenza dell’essere umano. Finora nel processo educativo si imparava a gestire l’insoddisfazione, a relazionarsi anche coi compagni non proprio simpatici, a rispettare il proprio turno. L’IA ha sconvolto completamente i parametri, in quanto promette un ambiente come il Paese di Bengodi, il luogo immaginario della tradizione popolare, sinonimo di cuccagna e abbondanza.

Indica una situazione felicissima e privilegiata in cui si vive nel totale benessere, senza lavorare e con cibi e piaceri sempre a portata di mano. Pur non essendoci ricerche certe sugli effetti di queste trasformazioni nell’infanzia, si avverte uno strano sentore in giro, sul mutamento in corso, sull’apprendimento e sulle relazioni con gli altri.

E non è una bell’aria quella che tira…