Sotto inchiesta 17 persone legate al gruppo “Il Duce”. Dalle chat l’ordine di aggredire i migranti. Colpite anche auto dei carabinieri con mazze e pietre.
Roseto degli Abruzzi – Un’operazione coordinata dai carabinieri del comando provinciale di Teramo ha smantellato all’alba di mercoledì 11 marzo un pericoloso gruppo neonazista e neofascista che operava tra l’Abruzzo e le Marche. Il sodalizio, che si faceva chiamare “Gioventù Fascista Rosetana”, è accusato di aver pianificato e messo in atto vere e proprie azioni squadriste e pestaggi ai danni di cittadini stranieri.
L’indagine, diretta dalla Procura di Teramo, è culminata nell’esecuzione di 8 misure cautelari (una in carcere, tre ai domiciliari e quattro obblighi di firma e dimora) e 17 perquisizioni locali.
La genesi: l’assalto ai carabinieri dopo il basket
L’inchiesta è scattata a seguito dei disordini avvenuti l’8 ottobre 2025 a Roseto degli Abruzzi, al termine della partita di basket tra le squadre di Roseto e Pesaro. In quell’occasione:
- Un gruppo di tifosi travisati ha assaltato tre auto dei carabinieri in servizio di ordine pubblico.
- In particolare, l’auto della stazione di Cellino Attanasio è stata colpita con pietre e mazze, arrivando alla frantumazione del lunotto posteriore mentre i militari si trovavano ancora all’interno del mezzo.
Le chat dell’orrore: “Roseto Youth” e il culto del Duce
Le indagini tecniche e il sequestro dei telefoni hanno rivelato una realtà ben più profonda della semplice violenza ultras. Gli indagati facevano parte di un movimento di matrice neofascista denominato “Il Duce”, che coordinava le proprie azioni attraverso una chat chiamata “Roseto Youth”.
- L’ideologia: All’interno del gruppo, i partecipanti si definivano “Gioventù Fascista Rosetana” e condividevano documenti e materiale inneggiante al fascismo.
- Le azioni squadriste: Dalle conversazioni è emerso l’incitamento a compiere atti di violenza razziale. Il gruppo pianificava rappresaglie e aggressioni presso un Centro Accoglienza Stranieri di Roseto degli Abruzzi.
I pestaggi ai bengalesi
L’episodio più grave contestato risale al 24 gennaio 2026, quando cinque degli indagati avrebbero messo in atto una spedizione punitiva ai danni di cittadini extracomunitari di nazionalità bengalese. Le vittime sono state bersaglio di un violento pestaggio, aggravato dalle finalità di discriminazione razziale.
Il bilancio dell’operazione
Il Gio del Tribunale di Teramo ha contestato a vario titolo reati gravissimi:
- Istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica o religiosa.
- Lesioni personali aggravate.
- Resistenza e aggressione a pubblico ufficiale.
- Danneggiamento e porto abusivo di armi bianche.
- Violazione del DASPO (per uno degli indagati).
All’operazione hanno partecipato unità cinofile di Chieti, Roma e Sarno, oltre a un velivolo del Nucleo Elicotteri di Pescara, a testimonianza della pericolosità sociale dei soggetti coinvolti.