Attesi i risultati dell’autopsia sul corpo rinvenuto nel canale della Vergara

Le scarpe reperite sulla salma riportano a Massimiliano Novelli, il 55enne reatino scomparso lo scorso dicembre.

Rieti – A sette mesi dalla sua scomparsa, il caso di Massimiliano Novelli potrebbe aver trovato un epilogo. Nel territorio di Poggio Bustone, alcuni pescatori hanno individuato nei giorni scorsi un corpo in avanzato stato di decomposizione, adagiato nel canale della Vergara, il breve tratto d’acqua che collega i due laghi del Terminillo.

Gli inquirenti, pur non escludendo altre ipotesi, guardano con particolare attenzione a un elemento ritenuto significativo: le calzature rinvenute sulla salma sarebbero le stesse che l’uomo indossava il giorno in cui se ne persero le tracce. A breve sono attesi i risultati dell’esame autoptico, che dovrebbe fornire la conferma definitiva sull’identità della vittima.

Se le analisi confermassero si tratti di Novelli, si chiuderebbe una delle vicende di scomparsa più intricate registrate negli ultimi mesi nel Reatino. Il 55enne, ospitato da tempo in casa di un amico, la sera del 19 dicembre lo aveva contattato telefonicamente riferendo di non riuscire più a orientarsi verso casa. Il telefono aveva agganciato per ultima la cella di Pian de’ Valli, nota meta sciistica del Terminillo: proprio in quella zona l’uomo sarebbe sceso da un autobus non lontano dall’abitazione dell’amico, per poi svanire nel nulla, forse incamminandosi lungo la provinciale o su una delle sterrate che attraversano i boschi circostanti.

La denuncia di scomparsa era scattata due giorni più tardi presso i carabinieri di Rieti, dando avvio a una mobilitazione imponente coordinata da Prefettura e Procura. Alle ricerche avevano preso parte diverse forze dell’ordine, vigili del fuoco, Protezione civile con l’ausilio di droni e unità cinofile, personale sanitario dell’Asl e sommozzatori, questi ultimi incaricati di dragare gli specchi d’acqua della zona, incluso proprio il Lago Lungo dove ora è stato ritrovato il cadavere. Anche l’associazione Penelope Lazio aveva seguito da vicino la vicenda, pubblicando un report dedicato, mentre nel corso dei mesi i familiari di Novelli avevano più volte sollecitato l’attenzione di testate e televisioni locali affinché il caso non cadesse nel dimenticatoio.

Fin dall’inizio, però, la scomparsa aveva lasciato aperti diversi interrogativi che gli stessi investigatori non erano mai riusciti a chiarire del tutto. Se da un lato veniva considerato plausibile un allontanamento volontario, dall’altro si era osservato come una possibile patologia psichiatrica dell’uomo si conciliasse difficilmente con uno spostamento autonomo protrattosi per settimane senza alcun contatto con l’esterno. Nell’abitazione dell’amico che lo ospitava, i carabinieri non avevano trovato elementi tali da far ipotizzare un suo coinvolgimento, mentre non era mai stato chiarito se in casa fossero stati rinvenuti documenti, denaro o effetti personali riconducibili allo scomparso.

Anche il profilo privato di Novelli, originario di Rieti, era rimasto in gran parte sfuggente. L’uomo aveva aperto negli anni otto profili Facebook, tutti privi di restrizioni ma inattivi da tempo, nei quali ricorrevano sempre le stesse persone: due bambini, una donna e una coppia di anziani, presumibilmente i suoi genitori. Tra i tratti distintivi riportati nelle immagini, spiccava un tatuaggio raffigurante una tigre sull’avambraccio sinistro, accompagnato da altre figure sullo stesso braccio. Nelle foto scattate insieme ai due bambini traspariva un’evidente confidenza affettuosa, sebbene l’uomo non sorridesse mai, nemmeno negli scatti in cui compariva da solo.

La tigre tatuata sull’avambraccio di Novelli

Si attendono gli esiti dell’autopsia, che nelle prossime ore potrebbero finalmente restituire una risposta certa su quanto accaduto al 55enne reatino.