La piccola è rimasta in acqua sette-otto minuti. Sequestrata la struttura e disposta l’autopsia. Il papà, indagato per abbandono di minore, era risalito in camera.
Milano Marittima – Bastano pochi minuti perché un pomeriggio d’estate si trasformi in tragedia. Magdalena Kaiser aveva soltanto quattro anni ed era arrivata dall’Austria a Milano Marittima per una vacanza al mare con i genitori e le due sorelline più grandi. Sabato 18 luglio, poco dopo le 14, la piccola è annegata nella piscina dell’hotel Continental, sul litorale ravennate, sotto il sole di una giornata che doveva essere di sole risate e tuffi. Trasportata d’urgenza all’ospedale Bufalini di Cesena, è morta circa due ore dopo, nonostante i disperati tentativi dei soccorritori.
A ricostruire l’accaduto sono le prime indagini dei carabinieri. Dopo pranzo Magdalena si trovava con il padre, cliente affezionato di quell’albergo fin da quando era ragazzo, in uno spazio tra la sala giochi e la vasca. L’uomo le avrebbe detto di restare ad aspettarlo tra i giochi, il tempo di salire in camera dove c’erano la moglie e le altre due figlie. Sarebbero bastati quei pochi istanti: la bambina, in un attimo, è finita in acqua. L’uomo risulta indagato dalla Procura di Ravenna con l’ipotesi di reato di abbandono di minore.
A capire per primi che stava accadendo qualcosa di terribile sono stati due ragazzini che passavano per strada. Hanno notato i cancelli della piscina spalancati e sono entrati per fare un bagno. In acqua hanno visto qualcosa galleggiare. “Pensavo fosse una bambola”, ha poi raccontato uno di loro agli inquirenti. Le loro urla hanno richiamato un medico che si è precipitato giù da una delle stanze, ma per Magdalena non c’era ormai più nulla da fare.
Le telecamere di sicurezza hanno ripreso in parte la scena: si vede la piccola scendere verso la vasca, poi c’è una zona d’ombra non coperta dagli obiettivi. Dalle immagini gli investigatori hanno dedotto che la bambina sarebbe rimasta in acqua almeno sette-otto minuti, un tempo che non lascia scampo. I cancelli d’accesso risultavano aperti, benché a quell’ora non fosse ancora presente il servizio di salvataggio.
Sul posto, oltre al 118, sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Cervia e del nucleo Investigativo di Ravenna, insieme al pm di turno Angela Scorza, che ha aperto un fascicolo. Al termine di un sopralluogo durato oltre due ore è stato disposto il sequestro della piscina; sulla salma verrà eseguita l’autopsia a inizio settimana. Gli inquirenti stanno cercando di chiarire dove si trovasse la madre in quel momento e in che posizione fosse il bagnino. Non risulterebbero, al momento, malfunzionamenti o meccanismi di aspirazione che abbiano risucchiato la piccola.
“Oggi siamo colpiti da una tragedia che segna profondamente la nostra città”, ha scritto sui social il sindaco di Cervia Mirko Boschetti, recandosi poi di persona all’hotel. “Una bambina di soli quattro anni ha perso la vita in un tragico incidente. Esprimo le mie più sincere condoglianze ai genitori e a tutti i familiari”.
Quella di Magdalena è la seconda morte in piscina in appena due giorni. Solo il giorno prima Alice Ferrari, 11 anni, era deceduta al Gaslini di Genova dopo essere rimasta incastrata con i capelli nella pompa di aspirazione di una vasca a Sestri Levante. Due drammi che si aggiungono a una scia impressionante: dal 2022 le morti in piscina in Italia hanno superato i 75 casi. Un bilancio che ha riacceso lo scontro politico sul disegno di legge per la sicurezza delle vasche, fermo da un anno.