Da lunedì a oggi, su nessun aereo è mai stato trovato un ordigno. Ma chi c’è dietro quella mail resta ancora un mistero.
Roma – Un messaggio di poche righe, scritto in italiano e con un oggetto che non lascia spazio ai dubbi: “segnalazione minaccia”. Secondo le prime ricostruzioni, è partito da qui l’incubo che questa mattina, giovedì 5 novembre, ha fatto deviare due aerei diretti a Roma. Ma il bilancio della giornata è molto più pesante: almeno 12 voli presi di mira in tutta Europa in poche ore, caccia in volo, passeggeri fatti scendere in fretta e artificieri al lavoro sulle piste.
La mail anonima sarebbe arrivata agli indirizzi di Aeroporti di Roma e di altre società che lavorano nello scalo di Fiumicino. Una sola mail avrebbe fatto scattare l’allarme sia per il volo Aer Lingus partito da Dublino sia per il Finnair in arrivo da Helsinki. Ora indagano la polizia postale e la Polaria, la polizia di frontiera degli aeroporti. Non è la prima volta: anche martedì erano state mail in italiano ad annunciare bombe su due voli Ryanair diretti nella Capitale.
Il caso più clamoroso resta quello dell’Airbus A320 irlandese. Decollato alle 6.25, sopra l’Essonne, a sud di Parigi, ha lanciato il codice di emergenza 7700, ha girato a lungo in cielo e alla fine ha puntato sulla base aerea di Évreux, in Normandia, accompagnato dai caccia francesi. A terra i 151 passeggeri e i sei membri dell’equipaggio sono stati messi al sicuro, mentre gli artificieri controllavano l’aereo.
Il Finnair, scortato dai jet dell’Aeronautica militare, è atterrato regolarmente a Fiumicino alle 9.30. Dopo i controlli, l’allarme si è rivelato infondato, ha confermato la compagnia alla tv finlandese Yle. L’A321 Wizz Air decollato alle 7 da Malpensa e diretto a Varsavia è stato invece dirottato a Vienna per una minaccia ricevuta durante il volo.
E la lista non finisce qui. Allarmi anche su due voli diretti a Copenaghen e su tre verso la Bulgaria, atterrati a Sofia e Plovdiv. Su un Varsavia-Bruxelles l’allerta è rientrata in tempo. Negli aeroporti sono state rafforzate le misure di sicurezza. Da lunedì a oggi, su nessun aereo è mai stato trovato un ordigno. Ma chi c’è dietro quella mail resta ancora un mistero.



