AGGRESSIONE O SUICIDIO?

Dubbi e perplessità sulla sparizione della donna. Tutte le ipotesi sono ancora praticabili ma l'allontanamento volontario sembra proprio da escludere.

SAN GIORGIO PIACENTINO – E’ uscita dalla casa dei suoi genitori per andare al lavoro ma la donna non ha mai raggiunto il supermercato dove faceva la cassiera. Da allora è scomparsa nel nulla.

Continuano le indagini dei carabinieri per scoprire che fine abbia fatto Emanuela Saccardi, 47 anni, sposata con due figli, già impiegata presso il supermercato Il Gigante di Rottofreno, in provincia di Piacenza. La donna, il 23 aprile scorso, di prima mattina, era uscita dalla sua abitazione di San Giorgio Piacentino per raggiungere in auto la casa dei suoi genitori, a San Polo di Podenzano, dove aveva accompagnato i suoi due figli. Subito dopo Emanuela, a bordo della sua Toyota Yaris bianca, si sarebbe dovuta recare a Rottofreno, in località San Nicolò sulla SS Emilia Pavese, dove era di turno presso il noto centro commerciale.

Emanuela con la figlia Alessia.

Non vedendola arrivare in orario, le sue colleghe, ben conoscendo la sua diligenza, avvisavano la direzione. Di lì a poco anche la famiglia veniva avvertita e già nel primo pomeriggio carabinieri e protezione civile iniziavano le ricerche. In serata veniva ritrovata l’auto della donna, aperta e con le chiavi sul cruscotto, parcheggiata nei pressi dell’officina Parietti di Piacenza, in via Vincenzo Maculani 42. All’interno dell’auto (posteggiata con estrema precisione al contrario di come soleva fare Emanuela) i carabinieri rinvenivano la borsa con il portafoglio contenente denaro, i documenti ed altri effetti personali ma non il cellulare, uno Huawei P10 Lite bianco, che dalla data della sparizione risulterebbe spento.

la Toyota Yaris bianca rinvenuta aperta e con le chiavi sul cruscotto.

I militari controllavano a fondo l’auto dentro la quale pare non abbiano rilevato tracce di sangue o altri reperti che possano far pensare ad una eventuale colluttazione ma certo è che Emanuela non si sarebbe condotta in quella zona di sua spontanea volontà a meno che non avesse un appuntamento con qualcuno, cosa che i familiari escludono a priori. Del resto via Maculani dista da Rottofreno almeno un quarto d’ora di strada che serve per coprire 7,7 chilometri di distanza, dunque perché non si sarebbe presentata sul posto di lavoro? Emanuela, che indossava un giubbotto felpato grigio con cappuccio, un paio di jeans e stivaletti di pelle beige, si sarebbe diretta in via Maculani di propria volontà o costretta da qualcuno? Oppure la donna sarebbe stata rapita prima, ovvero durante il tragitto da San Polo di Podenzano verso Rottofreno?

A sx il marito della donna, Mauro Gatti con la protezione civile.

Qualcuno poi avrebbe abbandonato l’auto parcheggiandola per bene? Dal giorno della scomparsa nessuna segnalazione sarebbe giunta alla famiglia ma nel giugno scorso sarebbe saltato fuori un testimone che riferisce di aver visto una donna buttarsi giù dal ponte sul fiume Po (assai vicino tra Milano e via Maculani dove è stata ritrovata l’auto della donna) per poi avvisare i carabinieri tre giorni dopo. Il teste ritiene che quella donna avesse le fattezze di Emanuela ed anche le telecamere stradali ubicate tra piazzale Milano e via Maculani pare abbiano ripreso una donna con cappuccio camminare in direzione del ponte di ferro che sovrasta il fiume più lungo d’Italia. Si tratterebbe dunque di suicidio?:

”… E’ difficile pensarlo – dice Alessia Gatti, 21 anni, figlia della donna sparita – mia madre non aveva problemi apparenti e non aveva mai manifestato comportamenti anomali. Nei giorni prima della scomparsa era serena come sempre senza nulla che la potesse turbare o preoccupare… Le abbiamo pensate tutte ma non riusciamo a capire che cosa possa esserle accaduto… ”.

Alessia Gatti di 20 anni.

Le ipotesi dunque sono ridotte al lumicino. Qualcuno potrebbe aver tentato un approccio con la donna durante il suo orario di lavoro oppure appena fuori del supermercato a fine turno? Un approccio respinto con decisione da Emanuela che non pensava ad altro che alla famiglia ed al lavoro?:

Il ponte su Po’ e le ricerche di carabinieri

”… Purtroppo non possiamo escludere alcun tipo di ipotesi – ha riferito più volte Mauro Gatti, 51 anni, marito di Emanuela – anche quella del gesto estremo. Chiedo a tutti coloro che frequentano la zona intorno al Po di segnalare qualunque elemento potesse essere utile al ritrovamento di mia moglie…”.

 

Col passare del tempo nessuna novità.

Il fratello della donna, Stefano Saccardi ed il suo post su Fb.
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