Il mistero della studentessa iraniana di Cassino: le ultime novità

Fatemeh Khoshyom, 30 anni e una figlia, trovata senza vita in casa. L’autopsia parla di suicidio, ma per la verità serviranno 60 giorni.

Cassino – Ci sono morti che lasciano dietro di sé molte più domande che risposte, sospese in un silenzio che grava su un’intera città. Fatemeh Khoshyom, studentessa universitaria iraniana di appena 30 anni e madre di una bambina, è stata trovata senza vita lunedì pomeriggio nel suo appartamento a Cassino, riversa sul pavimento della camera da letto. A scoprirla è stato il marito, tornato a casa dopo essere andato a prendere la figlia a scuola. Ora, dopo l’autopsia eseguita all’obitorio del Santa Scolastica, la Procura ha una prima, dolorosa indicazione: si sarebbe trattato di un gesto volontario. Ma per la verità scientifica bisognerà attendere ancora 60 giorni.

A dare l’allarme è stato il coniuge, un ingegnere iraniano di 33 anni, consulente nel settore delle criptovalute. “Alle 13 sono uscito per andare a prendere nostra figlia a scuola e quando sono tornato l’ho trovata senza vita”, ha detto agli investigatori. Il suo racconto, riscontrato anche dai vicini, è ritenuto attendibile. Resta però da chiarire cosa sia accaduto nell’ora e mezza compresa tra le 13, quando l’uomo è uscito, e le 14.30, quando il corpo è stato scoperto.

A imporre prudenza, nelle prime ore, erano stati alcuni dettagli della scena. L’appartamento è stato trovato chiuso dall’interno, senza segni di effrazione. Accanto al corpo c’era un foulard, e sul collo della donna sono stati rilevati segni compatibili con uno strangolamento. Nella stanza, però, non c’erano né sgabelli né sedie: elementi che gli investigatori della Squadra Mobile dovranno leggere anche alla luce dell’esame autoptico.

Sul caso la Procura di Cassino ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio, affidato alla sostituta procuratrice Chiara D’Orefice. Un atto dovuto, che non significa affatto che ci sia un assassino da cercare. A chiarirlo è stato il procuratore capo Carlo Fucci: non ci sono elementi che facciano pensare a un omicidio, non risultano persone indagate e l’abitazione non è sotto sequestro. Il sospetto di un delitto, ha spiegato, era nato soprattutto da una comunicazione frammentaria dei primi accertamenti.

La parola decisiva spetta ora alla scienza. L’autopsia, eseguita dal professor Fabio De Giorgio, ha offerto primi riscontri ancora ufficiosi, compatibili con l’ipotesi del suicidio. Ma saranno gli esami di laboratorio e la relazione medico-legale a consegnare agli inquirenti il quadro definitivo: per averlo, serviranno fino a 60 giorni.

Intanto resta il dolore di una famiglia spezzata e di una comunità profondamente colpita dalla morte di una giovane madre. La salma è stata rimpatriata in Iran, dove la donna è stata accompagnata per l’ultimo viaggio, lasciando dietro di sé una bambina e una città in attesa di capire.