Addio spiagge roventi, per le ferie quest’anno si fugge al fresco

Cambia la mappa delle vacanze. La ricerche di mete fredde sono cresciute del 74% in un anno: è il boom delle “coolcation”.

C’è un nuovo profumo nell’estate degli italiani, e non è più quello della crema solare sulla sabbia bollente. Sa di muschio bagnato, di vento salmastro tra i fiordi, di legno delle baite e di laghi color acciaio. Mentre la Penisola boccheggia sotto ondate di calore sempre più feroci, con i 40 gradi percepiti diventati la regola e gli incendi a divorare le coste, milioni di viaggiatori stanno riscrivendo l’idea stessa di ferie. Ha persino un nome, nato dalla fusione delle parole inglesi cool (fresco) e vacation (vacanza): si chiama “coolcation”, la vacanza al fresco, ed è la tendenza destinata a segnare il 2026.

Non è una semplice moda lanciata dai social, ma un vero e proprio cambiamento strutturale del modo di viaggiare. I numeri parlano chiaro: secondo i dati del colosso Trip.com Group, nel 2026 le ricerche online per le destinazioni dal clima fresco sono cresciute del 74% rispetto all’anno precedente. E il portale Trivago fotografa la nuova geografia delle prenotazioni: per i turisti britannici l’estate 2026 registra un balzo del 55% per la Norvegia, del 57% per la Svezia e del 29% per la Danimarca rispetto al 2025.

A spingere verso il Grande Nord non è solo la ricerca del refrigerio, ma anche una nuova paura del clima estremo. Il Travel & Sustainability Report 2026 di Booking.com rivela che quasi tre viaggiatori su quattro tengono ormai conto del rischio di eventi meteorologici estremi quando scelgono dove andare, e che un turista su tre ha addirittura cancellato un viaggio per questo motivo. La corsa al fresco è la loro risposta a un’estate mediterranea che non è più sinonimo di vacanza ideale.

Ma dove si va, senza dover volare fino in Alaska o in Patagonia? Sulla mappa del fresco primeggiano i fiordi norvegesi, con temperature estive tra i 18 e i 22 gradi ed escursioni tra ghiacciai e villaggi di pescatori: Bergen, Geiranger e le isole Lofoten sono le mete più gettonate. Anche in piena estate il termometro raramente supera i 20 gradi nella Lapponia finlandese, illuminata dal sole di mezzanotte, mentre in Islanda cascate, geyser e vulcani convivono con un clima tra i 10 e i 18 gradi. Chi ama il trekking punta sulle Highlands scozzesi o sulla Slovenia alpina del lago di Bled; chi cerca panorami estremi guarda alle Isole Faroe o alla Groenlandia, sempre più accessibile.

E l’Italia? Restano regine incontrastate le Dolomiti, sempre più affollate proprio perché offrono aria buona e notti fresche. Non tutti, però, sono pronti a rinunciare al mare: gli esperti ricordano che la temperatura è solo uno dei tanti fattori che orientano una vacanza, insieme a prezzi, cultura e paesaggio. Grecia e Spagna, del resto, hanno appena chiuso anni da record di presenze. Il fresco, insomma, non ha ancora sbaragliato l’afa. Ma una cosa è certa: se il cambiamento climatico sta riscrivendo le mappe del turismo, il fresco è diventato uno dei comfort più ricercati.