Acqua, cibo, medicine e batterie: così l’Europa ci prepara a crisi, epidemie e guerre

Presentato oggi a Bruxelles il piano della Commissione: kit di sopravvivenza e resilienza di 72 ore per i cittadini, stoccaggi e intelligence rafforzata contro rischi climatici e militari.

Bruxelles – Un kit di sopravvivenza con acqua, cibo, farmaci e batterie per garantire 72 ore di autosufficienza in caso di guerra, disastri naturali o crisi ibride. È una delle misure chiave della “Strategia dell’Unione Europea per la Preparazione,” il nuovo piano della Commissione Europea presentato oggi, 26 marzo 2025, a Bruxelles. La bozza, anticipata da La Stampa, delinea 30 azioni concrete in sette aree per rendere l’Europa più resiliente, tra stoccaggi strategici, una piattaforma digitale per le crisi e un sistema satellitare avanzato.

“L’Europa affronta una nuova realtà di rischi crescenti,” si legge nel documento. Dai cambiamenti climatici alle emergenze sanitarie come il Covid, fino agli “attacchi ibridi, informatici e alla possibilità di aggressione armata,” il piano punta a superare un approccio “più reattivo che proattivo” e a colmare le lacune di una “cassetta degli attrezzi frammentata.” Ispirandosi ai modelli scandinavi e al rapporto Niinistö, l’UE vuole una “nuova mentalità” di prevenzione e resilienza.

Le novità del piano: in arrivo la “Giornata annuale della Preparazione”

Il cuore della strategia è l’autosufficienza immediata: ogni cittadino dovrebbe avere scorte per 72 ore e conoscere la “disponibilità di rifugi.” Per supportare questa visione, la Commissione propone un sistema europeo di stoccaggio per risorse critiche—farmaci, batterie, cibo e acqua—e una “Giornata annuale della Preparazione” per educare la popolazione, integrandola nei programmi scolastici. “La consapevolezza è essenziale per fare dei cittadini attori attivi,” sottolinea il testo.

Sul piano operativo, nascerà una piattaforma digitale per la gestione delle crisi e un “cruscotto” per i decisori, mentre la Single Intelligence Analysis Capacity (SIAC) sarà potenziata entro fine 2025 come hub unico per l’intelligence. Un servizio satellitare governativo per l’osservazione della Terra e un Centro di coordinamento per le emergenze rafforzato completeranno il quadro.

Dal Covid alle guerre: perché ora?

Tre anni dopo l’invasione russa dell’Ucraina e cinque dal primo lockdown Covid, l’Europa si scopre vulnerabile. “Le strutture attuali hanno risorse limitate,” ammette la Commissione, che intende “aggiungere valore” con un coordinamento più efficace, rispettando le competenze nazionali. La strategia guarda a minacce multiple: eventi climatici estremi, pandemie, cyberattacchi e conflitti armati. “Nessuna crisi recente è stata isolata o breve,” nota il documento, citando il bisogno di prepararsi a scenari intersettoriali.

Una sinergia cruciale tra autorità civili e militari

Un punto focale è la cooperazione tra autorità civili e militari. “In emergenze sanitarie o climatiche, i civili necessitano di supporto militare; in caso di guerra, le forze armate dipendono dai civili per la continuità dello Stato,” spiega la bozza. Task force pubblico-private e sistemi di allerta in tempo reale, con contrasto alla disinformazione, saranno pilastri di questa sinergia. Il meccanismo di protezione civile UE sarà rivisto per aumentarne l’efficacia.

La strategia non si ferma ai confini UE: prevede coordinamento con Paesi extra-europei, ONU e NATO, e un’attenzione alla finanza flessibile per affrontare rischi in evoluzione. “Prepararsi significa anche investire oltre l’Europa,” si legge, con un occhio alla resilienza globale.

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