A 18 anni la prima paga e l’ultimo giorno: Fabrizio muore travolto dal muletto

Il ragazzo è stato colpito alla testa dalle forche del mezzo guidato da un collega. Nella stessa giornata un altro operaio ha perso la vita sul lavoro.

Nuoro – Aveva appena 18 anni e tutta una vita che sembrava dover cominciare proprio lì, tra i capannoni di un impianto di rifiuti. Invece per Fabrizio Pittalis, di Orotelli, quel capannone è diventato l’ultimo posto in cui ha respirato. All’alba di venerdì 24 luglio, nello stabilimento di stoccaggio e trattamento rifiuti in località S’Infurcau, ai confini tra i comuni di Orotelli e Oniferi, il giovane è stato colpito alla testa dalle forche di un muletto manovrato da un collega. Quando i sanitari del 118 sono arrivati sul posto, per lui non c’era ormai più nulla da fare.

La dinamica dell’incidente è ancora tutta da chiarire. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli investigatori, il ragazzo sarebbe stato raggiunto in pieno dalle forche del mezzo mentre si trovava all’interno dell’area di lavoro. Sull’infortunio indagano i carabinieri di Ottana e gli ispettori dello Spresal della Asl di Nuoro, chiamati a ricostruire ogni istante di quella manovra fatale e a verificare se tutte le norme di sicurezza fossero state rispettate.

Una morte che ha lasciato sotto shock un intero paese, dove Fabrizio era conosciuto e voluto bene. Un ragazzo che a 18 anni si affacciava al mondo del lavoro e che di quel lavoro è rimasto vittima nel giro di pochi istanti.

Ma la Sardegna non è l’unico fronte di questa scia di sangue. Nelle stesse ore, a Roma, nel quartiere Romanina-Tor Vergata, un operaio di 47 anni, Paolo Roccoli, è morto schiacciato da una macchina spazzatrice. L’uomo stava effettuando un intervento di manutenzione sotto il mezzo, sollevato su alcuni supporti metallici regolabili, quando il veicolo si è improvvisamente inclinato su un lato travolgendolo. Per lui non c’è stato scampo. Sul posto i carabinieri di Tor Vergata, il personale dello Spresal e l’ispettorato del lavoro; la posizione assicurativa e previdenziale dell’operaio è risultata regolare.

Nella notte, infine, un terzo incidente all’Interporto di Bentivoglio, nel Bolognese. Un operaio egiziano di 35 anni è caduto dal carrello elevatore che stava manovrando dopo l’impatto del mezzo contro la parete di un magazzino, in una ditta di trasporti e servizi di corrieristica. È stato trasportato all’ospedale Maggiore di Bologna in condizioni di media gravità. Sul posto i carabinieri di Malalbergo e Minerbio.

Tre episodi in una manciata di ore, che riportano al centro un conto che non si ferma mai. Secondo l’Osservatorio di Vega Engineering sui dati Inail, nei primi cinque mesi del 2026 si contano in Italia 370 vittime sul lavoro, di cui 269 morte proprio mentre lavoravano (mentre 101 durante il tragitto casa-lavoro). Numeri che i sindacati non vogliono più chiamare fatalità: “Ogni incidente mortale impone un cambio di passo immediato nella prevenzione, nella formazione e nei controlli”, ha dichiarato Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl, esprimendo cordoglio per il diciottenne e per l’operaio di Roma. Sulla stessa linea la Filca-Cisl, che annuncia la costituzione di parte civile “per garantire verità e giustizia ai familiari”.