Una Peugeot è volata oltre il muretto durante la cronoscalata del Monte Erice. I due giovani morti erano inseparabili, uniti dalla passione per lo sport: avevano tutta la vita davanti.
Trapani – Doveva essere una domenica di motori, adrenalina e sole, di quelle che i ragazzi aspettano tutto l’anno. Si è trasformata in una delle pagine più nere dello sport italiano. Sul tracciato della storica cronoscalata del Monte Erice, in provincia di Trapani, una vettura in gara è volata oltre le protezioni piombando sugli spettatori assiepati a bordo strada. Sono morti due giovanissimi, Giuseppe Bisconti e Karol Greco, 18 e 20 anni, arrivati da Belmonte Mezzagno, nel Palermitano, per vivere da vicino la loro passione. Non torneranno più a casa.
La tragedia si è consumata in una manciata di secondi, intorno alla postazione numero 9, più o meno a metà del tracciato montano. La gara era partita alle 8 del mattino quando, per cause ancora da accertare, il pilota Marco Nicoletti, 22 anni, di Caltanissetta, ha perso il controllo della sua Peugeot 308 TCR numero 54. L’auto è uscita di strada, ha sfondato un muretto di protezione ed è finita proprio dove i due ragazzi stavano guardando la corsa. Per Giuseppe e Karol non c’è stato nulla da fare.
Nell’impatto è rimasto ferito in modo grave anche un commissario di gara, Mario Marchetti, trasportato d’urgenza all’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani, dove è ricoverato in terapia intensiva: le sue condizioni sono serie, ma non sarebbe in pericolo di vita. Illeso, invece, il pilota, sotto shock ma senza conseguenze fisiche.
A rendere ancora più struggente il dramma sono i volti dei due ragazzi, due vite appena cominciate. Karol Greco, 20 anni, era un appassionato di powerlifting: amava allenarsi con dedizione e condividere sui social i traguardi conquistati in palestra, un peso alla volta. Giuseppe Bisconti, 18 anni, aveva invece un solo, grande amore: il calcio, i campioni del pallone, il sogno di chi cresce inseguendo una sfera di cuoio. Due passioni diverse, un’unica domenica finita nel modo più crudele.
La gara – la 68ª edizione della storica cronoscalata organizzata dall’Automobile Club Trapani, con 260 equipaggi iscritti – è stata immediatamente sospesa. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine. Gli accertamenti sulla dinamica e sulle condizioni di sicurezza del percorso sono stati affidati alla Polizia Stradale.
Sui due paesi è calato il silenzio del lutto. A Erice la sindaca Daniela Toscano ha proclamato il lutto cittadino e annullato tutti gli appuntamenti della manifestazione “Love San Giuliano”: “Erice si stringe attorno alle famiglie delle vittime e a quanti stanno vivendo un dolore che appartiene a tutta la comunità”. Anche a Belmonte Mezzagno, il paese di Giuseppe e Karol, il sindaco Maurizio Milone ha fermato ogni festeggiamento, sospendendo persino la festa del Santissimo Crocifisso.
Quella del Monte Erice non è stata l’unica tragedia di una domenica maledetta per i motori: nelle stesse ore, al Rally della Val d’Aveto, in Liguria, ha perso la vita il copilota Stefano Sappracone, 43 anni. Un weekend di sangue che riporta, ancora una volta, la stessa domanda: quanto sono davvero sicuri gli spettatori lungo i tracciati di gara?