Gasolio, torna lo sconto sulle accise: ecco quanto si risparmia al pieno

Taglio di circa 4,9 centesimi al litro fino al 7 novembre. Arriva dopo settimane senza aiuti e la rivolta dei camionisti.

Roma – Un pieno da 50 litri costerà circa due euro e mezzo in meno. Non è una rivoluzione, ma per chi vive in auto o sul camion è una boccata d’ossigeno attesa da settimane. Da oggi, mercoledì 28 ottobre, e fino al 7 novembre torna il taglio delle accise sul gasolio: lo prevede il decreto del ministero dell’Economia pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che porta l’aliquota a 632,90 euro ogni mille litri. Tradotto alla pompa: circa 4 centesimi al litro di sconto, che con l’Iva diventano circa 4,9.

Il testo del provvedimento spiega il meccanismo: lo sconto serve “a compensare le maggiori entrate dell’imposta sul valore aggiunto” dovute all’aumento del prezzo internazionale del petrolio greggio. Sono le cosiddette accise mobili: quando il carburante rincara, lo Stato incassa più Iva del previsto e restituisce quel tesoretto agli automobilisti sotto forma di accise più basse. Questa volta il conto è di 38,7 milioni di euro, coperti con una parte del maggior gettito Iva di settembre. Nessun aiuto, invece, per la benzina, che resta a prezzo pieno ormai da mesi.

Il ritorno dello sconto arriva dopo tre settimane di digiuno. Il 5 ottobre era scaduto l’ultimo taglio, da 6,1 centesimi, e da allora al distributore non c’era più alcuna agevolazione. Nel frattempo il caro gasolio era tornato a infiammare strade e porti: dal 16 ottobre i camionisti siciliani hanno fermato i mezzi pesanti per cinque giorni, seguiti dalle proteste in Calabria, Puglia e Campania e dallo sciopero nazionale dei pescatori del 22 ottobre. Il 27 ottobre al ministero dei Trasporti si è aperto un tavolo permanente con l’autotrasporto. Il giorno dopo è scattato il taglio.

L’effetto dovrebbe vedersi anche nei distributori con il prezzo bloccato. Eni, che ha fissato un tetto di 2,25 euro al litro per il gasolio, dovrebbe scendere a circa 2,20, mentre la benzina resta a 1,99.

Siamo però lontani dagli sconti di primavera. A marzo, con la guerra in Medio Oriente e la paralisi dello Stretto di Hormuz, il governo Meloni aveva tagliato le accise di 25 centesimi al litro su benzina e gasolio. Poi la sforbiciata si è ristretta, proroga dopo proroga, fino ai pochi centesimi di oggi: una lunga serie di decreti-ponte che, tra marzo e inizio ottobre, è costata alle casse pubbliche circa 2,5 miliardi di euro.

L’appuntamento ora è al 7 novembre. Poi, ancora una volta, si vedrà.