Il sindaco Alan Fabbri lancia il “Nam”: polizia locale, avvocati e psicologi insieme contro il fenomeno: “Una risposta alle paure di famiglie e commercianti”.
Ferrara – Dopo le immagini delle vetrine sfondate a Milano e dei sassi lanciati contro gli agenti a Bologna, c’è una città che ha deciso di non restare a guardare. Si chiama “Nam”, acronimo di Nucleo Anti Maranza, ed è la task force con cui il Comune di Ferrara promette di arginare un fenomeno che da mesi agita le notti di famiglie e commercianti. Un esperimento che, nelle intenzioni del sindaco Alan Fabbri (Lega), sarà il primo di questo genere in Italia.
L’annuncio è arrivato oggi, giovedì 22 ottobre, e il primo cittadino della città estense lo rivendica come una battaglia che porta avanti da tempo. “Già in tempi non sospetti avevo lanciato l’allarme maranza, perché per noi era un fattore da non poter minimizzare”, ha dichiarato Fabbri. E così, già nelle prossime settimane, il nucleo sarà operativo.
A comporlo non saranno soltanto divise. Accanto alla polizia locale e agli esperti di sicurezza, il Comune schiererà in prima linea avvocati, psicologi e assistenti sociali: una squadra pensata per agire su due fronti. Da una parte la prevenzione, dall’altra il “controllo e repressione”, come ha messo nero su bianco lo stesso sindaco.
La scintilla sono stati i fatti dello scorso fine settimana. Sabato 17 ottobre i cortei contro il carovita si sono trasformati in guerriglia urbana in diverse città. A Milano centinaia di giovanissimi hanno assediato piazza Duomo, saccheggiato negozi in corso Vittorio Emanuele e lasciato sul campo oltre cento agenti feriti, con danni stimati da Confcommercio in più di mezzo milione di euro. A Bologna, a pochi chilometri da Ferrara, gli scontri si sono concentrati attorno alla stazione: cinque minorenni arrestati e 44 tra poliziotti e carabinieri feriti.
Scene che, secondo Fabbri, hanno portato “la devastazione di intere città” e che hanno fatto crescere la paura anche lontano dai grandi centri. “Ferrara risponde, con i fatti, alle richieste di aiuto di tanti genitori, famiglie e commercianti, impauriti dalla situazione di insicurezza crescente, dai comportamenti aggressivi e dal disprezzo verso il bene degli altri”, ha spiegato il sindaco.
Resta ora da capire come il Nam funzionerà nella pratica: il Comune non ha ancora diffuso dettagli su organico, risorse e modalità di intervento. Ma la sfida è lanciata, e da Ferrara parte un modello che – nel bene o nel male – molte altre città potrebbero presto guardare con attenzione.



