Sale sul tettuccio dell’auto per girare un video, vola sull’asfalto: 23enne grave

Il ragazzo si trovava su una vettura guidata da un amico: ora lotta tra la vita e la morte al Ca’ Foncello.

Treviso – Doveva essere solo un video da postare, l’ennesima bravata tra amici immortalata con il telefonino. E invece quei pochi secondi di spensieratezza si sono trasformati in tragedia. Un ragazzo di appena 23 anni, residente a Jesolo, lotta ora tra la vita e la morte nel reparto di rianimazione dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, dopo essere precipitato dal tettuccio di un’automobile in corsa e aver battuto violentemente la testa sull’asfalto. Un volo di pochi metri che potrebbe costargli tutto.

Erano da poco passate le 18.40 di domenica 11 ottobre quando, lungo via Piemonte, nella frazione di Padernello di Paese, un gruppo di giovani stava girando alcune riprese video per una manifestazione. Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri, il 23enne si era issato sul tetto della vettura – una sorta di pericolosissimo car surfing – mentre al volante c’era un amico ventenne residente a Giavera del Montello. Poi la curva fatale: il ragazzo ha perso l’equilibrio ed è volato giù, schiantandosi al suolo.

È stata una scena da brividi quella che si è presentata ai primi soccorritori. Dopo l’allarme lanciato dagli amici sotto choc, sul posto si sono precipitati i sanitari del Suem 118, che hanno stabilizzato il giovane prima di disporne il trasporto d’urgenza al Ca’ Foncello. Le sue condizioni, fin da subito, sono apparse disperate: la prognosi resta riservata e i medici non si sbilanciano.

Sull’esatta dinamica indagano ora i carabinieri della stazione di Paese, chiamati a chiarire ogni dettaglio di quelle riprese finite nel sangue: a che velocità procedeva l’auto, chi stesse filmando, perché quella bravata sia stata ritenuta un’idea da mettere in pratica.

Un copione, purtroppo, già visto. Il cosiddetto car surfing, la folle moda di salire sul tetto o sul cofano di un mezzo in movimento per girare un video da social, ha già seminato feriti gravi in tutta Italia. Nel settembre 2025 un ragazzo era precipitato dal tetto di una Panda a Esine, nel Bresciano; nel gennaio 2024 un 18enne era caduto dal cofano a Cimadolmo, nello stesso Trevigiano; e solo lo scorso agosto un ventenne era rimasto gravemente ferito a Rivalta sul Mincio, nel Mantovano. Sempre la stessa trappola: pochi istanti di adrenalina pagati a carissimo prezzo.