La polizia blocca una corsa clandestina di cavallli

L’operazione ha portato alla denuncia di cinque persone e al sequestro di un puledro di sette mesi, rintracciato in una stalla abusiva.

Catania – Un’operazione congiunta della Squadra Mobile e della Squadra a Cavallo della Questura di Catania ha fatto luce su una corsa clandestina di cavalli disputata lungo le strade interpoderali del Calatino, nei pressi di Palagonia. L’intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha permesso di denunciare cinque persone e di trarre in salvo un animale impiegato in condizioni di grave rischio.

L’azione investigativa è scattata anche a seguito dell’allarme lanciato sui social network dopo la pubblicazione di un filmato diffuso dall’attivista per i diritti degli animali Enrico Rizzi. Nel video, diventato rapidamente virale, si vedevano diversi giovani a bordo di scooter intenti a scortare la gara, alcuni dei quali impugnavano persino armi da fuoco.

Gli agenti sono riusciti a rintracciare e mettere in sicurezza uno dei due equidi coinvolti nella competizione illegale: un puledro di soli sette mesi, costretto a correre senza alcuna tutela per la sua salute. L’animale è stato individuato all’interno di una stalla nel quartiere San Cristoforo, a Catania.

Sul posto sono intervenuti i medici veterinari dell’ASP di Catania che, riscontrata la totale assenza di documenti e microchip, hanno provveduto all’identificazione dell’animale. Il puledro è stato quindi sequestrato e affidato a una struttura specializzata che se ne prenderà cura. Nel corso della perquisizione sono stati ritrovati e presi in consegna anche finimenti e bardature del tutto compatibili con quelli visibili nei filmati della gara.

Il bilancio finale delle indagini vede cinque persone denunciate alla competente Autorità Giudiziaria: il proprietario della struttura e quattro individui individuati a bordo dei motocicli che scortavano il corteo. Il titolare della stalla è stato inoltre sanzionato amministrativamente per la detenzione abusiva dell’animale, la mancata registrazione nella banca dati nazionale e l’omissione delle visite sanitarie obbligatorie.