Sondaggi politici: il PD scivola al minimo storico, FN avanza

Tra il recupero del Movimento 5 Stelle e l’ascesa della formazione di Vannacci, emergono equilibri in continuo mutamento nei due schieramenti.

L’ultimo quadro tracciato dalla media delle rilevazioni di Termometro Politico evidenzia un panorama partitico particolarmente instabile e in continua evoluzione, dove le distanze si accorciano e le geometrie delle coalizioni si fanno sempre più complesse. La novità più significativa nell’area di centrosinistra riguarda la flessione del Partito Democratico, che scivola al 20,7% toccando il punto più basso registrato negli ultimi due anni.

A fare da contrappeso a questa contrazione c’è la ripresa del Movimento 5 Stelle, che risale fino al 13% e ritrova i valori dell’estate. All’interno del medesimo schieramento si osserva anche una lieve flessione di Alleanza Verdi e Sinistra, che si attesta al 6,2%, mentre si registrano piccoli segnali di ripresa per +Europa all’1,6% e una sostanziale stabilità per Italia Viva al 2,4%. Nel loro insieme, le forze principali che compongono il cosiddetto campo largo raggiungono una quota complessiva del 39,9%, evidenziando come i singoli slittamenti interni possano incidere profondamente sulle future strategie per la costruzione di una coalizione unita.

Sull’altro fronte, la maggioranza di governo vede Fratelli d’Italia confermarsi saldamente come prima forza politica del Paese attestandosi al 26,6% e arrestando la fase di calo delle scorse settimane. Forza Italia mantiene una posizione stabile attorno al 7,3%, mentre la Lega mostra una battuta d’arresto scendendo al 5,6%. Il dato di maggiore impatto a destra è però la costante progressione di Futuro Nazionale, la formazione guidata da Roberto Vannacci, che sale al 7,8% consolidando un trend positivo già evidenziato da altri istituti di ricerca ed erodendo spazio agli alleati tradizionali. Se si considera la somma dei tre partiti storici del centrodestra, si ottiene il 39,5%, un dato che sale fino al 47,3% includendo la nuova formazione di destra. Fuori dai due principali schieramenti resta Azione, che sale al 3,1% e rappresenta una quota di elettorato moderato che potrebbe rivelarsi determinante, specialmente in vista delle future scadenze elettorali e delle possibili riforme della legge elettorale.