Il gasolio sfonda quota tre euro, ma per l’Antitrust è tutto regolare

Il costo del pieno di carburante continua a macinare record storici sulle strade e sulle autostrade italiane.

Roma – Il costo del pieno di carburante continua a macinare record storici sulle strade e sulle autostrade italiane, arrivando a superare persino la soglia dei tre euro al litro. A sollevare l’allarme è una nuova rilevazione del Codacons sui dati comunicati dai gestori al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), che disegna una mappa dei rincari sempre più critica per gli automobilisti. Una situazione di fortissima tensione sui listini che trova tuttavia uno stop formale da parte dell’Antitrust, secondo cui dietro i picchi alle pompe non si nasconderebbe alcuna speculazione o cartello di mercato.

I dati raccolti dall’associazione dei consumatori fotografano anomalie rilevanti sia sulla rete ordinaria che lungo le grandi direttrici autostradali. Il caso limite si registra a Belvedere di Spinello, in provincia di Crotone, dove un impianto ha comunicato un prezzo per il gasolio servito pari a 3,189 euro al litro, schizzato a 3,269 euro per la variante “Oro Diesel”. Picchi analoghi si riscontrano in provincia di Cuneo (dove sei distributori a marchio IP hanno indicato un prezzo di 3,103 euro al litro) oltre che nei comuni di Torella dei Lombardi (2,999 euro/litro) e Prato (2,997 euro/litro). Cifre su cui la stessa associazione ha chiesto verifiche immediate al Mimit per accertare se si tratti di effettivi importi erogati o di imprecisioni nei flussi di comunicazione.

La situazione non appare migliore lungo le tratte autostradali, dove in tredici arterie principali il gasolio in modalità servito ha ampiamente superato i 2,80 euro al litro. I picchi più alti toccano i 2,899 euro al litro sulle autostrade A11 (Viareggio-Lucca), A12 (Sestri-Livorno) e A21 (Torino-Piacenza), affiancati da prezzi della benzina stabilmente sopra i 2,70 euro. Per i carburanti speciali e ad alte prestazioni si sono già infranti i tre euro al litro sulla A4 Venezia-Trieste (3,048 euro) e sulla stessa A21 (3,019 euro).

Di fronte al dossier presentato dal Codacons sull’andamento anomalo dei listini e sul mancato o ritardato trasferimento al ribasso dei tagli delle accise, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha archiviato l’ipotesi di condotte illecite o di abuso di posizione dominante da parte dei marchi petroliferi.

“Il prezzo di vendita al dettaglio dei carburanti è il risultato di numerose componenti che variano giornalmente – si legge nella risposta ufficiale dell’Antitrust -. Le precise variazioni dello stesso non sono pertanto automaticamente determinabili a priori sulla sola base della componente fiscale. I comportamenti degli operatori hanno mostrato un grado di eterogeneity e non vi è evidenza di una maggiore omogeneità delle condotte rispetto al passato. Non sono evidenti i motivi per cui gli operatori riescano a realizzare margini significativamente superiori ai costi soltanto a seguito delle tensioni sui mercati”.

Un verdetto che lascia impregiudicato il malcontento delle associazioni di tutela, pronte a chiedere nuovi interventi istituzionali per fare chiarezza su un’escalation di prezzi che rischia di paralizzare la mobilità di famiglie e imprese.