Le indagini hanno fatto emergere bilanci inattendibili e un passivo di circa 20 milioni di euro. Gli amministratori denunciati per bancarotta.
Genova – I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria Gruppo Tutela Economia – Sezione Reati Societari e Fallimentari hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo nella forma “per equivalente” nei confronti degli amministratori di una società già operante nel commercio all’ingrosso di caffè, emesso dal Tribunale di Genova – Sezione per il Riesame, per un importo complessivo pari a oltre 5,5 milioni di euro.
Il sequestro ha avuto ad oggetto 17 unità immobiliari (appartamenti, box, cantine e magazzini) ubicati a Genova, Moneglia, Prato Nevoso (CN) e all’Isola d’Elba, nonché conti correnti e quote societarie di una S.r.l..
Il provvedimento di sequestro, adottato nei confronti degli amministratori pro tempore della S.r.l. genovese, è stato emesso sulla base di articolate investigazioni economico-patrimoniali coordinate dalla Procura della Repubblica di Genova condotte a seguito della liquidazione giudiziale della società.
Dall’analisi della documentazione acquisita e dei conti correnti societari, è emerso che la società aveva ricevuto € 5,5 milioni di euro di finanziamenti garantiti dallo stato – attraverso apposito fondo del Mediocredito Centrale, ottenuti sulla base di bilanci d’esercizio presentati negli anni che, tuttavia, sono risultati inattendibili, essendo stato alterato il corretto valore delle rimanenze di magazzino.
Inoltre, gli amministratori avevano percepito importanti compensi nonostante la società versasse già in stato di insolvenza fin dal 2014, con un passivo di circa 20 milioni di euro.
Pertanto, gli stessi, oltre al reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche, dovranno rispondere anche di quello di bancarotta fraudolenta.