Le indagini hanno stabilito che Laila Vasintoni sarebbe deceduta per la perforazione dell’intestino e il danneggiamento della pleura.
Roma – La Procura capitolina, al termine delle indagini preliminari, ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo del medico della clinica Villa Margherita ritenendolo presunto responsabile della morte di Laila Vasintoni.
La donna, all’epoca dei fatti 77enne, durante l’estate del 2024 si trovava in vacanza con i suoi familiari nelle Marche quando avrebbe iniziato ad accusare forti dolori addominali per i quali avrebbe deciso di tornare a casa e rivolgersi alla struttura sanitaria della Capitale. Qui il camice bianco, oggi indagato, avrebbe diagnosticato una diverticolite e sottoposto la paziente, il 13 agosto, quattro giorni dopo il ricovero, a intervento chirurgico.
Dopo l’operazione, però, lo stato di malessere della Vasintoni sarebbe peggiorato. Non solo fitte alla pancia, ma anche evidenti difficoltà respiratorie. Uno stato di malessere al quale il medico non avrebbe dato peso, se non dopo 9 giorni quando avrebbe deciso di riportare la sua assistita in sala operatoria. Un tentativo di risolvere una situazione estremamente complicata che non ha sortito l’effetto sperato visto che il 26 agosto, la donna è deceduta.

Il medico dell’ASL, chiamato alla constatazione di morte, avrebbe immediatamente riscontrato anomalie per le quali ha invitato la Procura a bloccare i funerali, acquisire le cartelle cliniche e sequestrare la salma per svolgere esame autoptico.
I medici legali incaricati dal magistrato inquirente avrebbero accertato che nel corso del primo intervento chirurgico si sarebbe verificata la perforazione dell’intestino e il danneggiamento della pleura, con conseguente compromissione di un polmone.
Sin dalla scomparsa della Vasintoni la Procura ha avviato le indagini, con acquisizioni di documentazione sanitaria e consulenze peritali. Il quadro probatorio in mano ai requirenti è stato ritenuto sufficiente a proseguire l’azione penale a carico del professionista tanto che oggi, 3 settembre, i magistrati hanno formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio per omicidio colposo.
Il prossimo passo sarà la fissazione dell’udienza davanti al Gup che, esaminate le risultanze investigative, potrà stabilire se gli elementi raccolti dall’accusa siano solidi a tal punto da giustificare un processo a carico dell’indagato.