Campo largo, la vera incognita non sono i numeri ma le regole

L’ultimo sondaggio vede Giuseppe Conte al comando dei consensi tra gli elettori di centrosinistra, ma restano da stabilire tempi e modalità delle eventuali primarie.

Prima ancora di sapere chi guiderà il campo largo alle prossime politiche, la coalizione di centrosinistra dovrà sciogliere un nodo procedurale: come si voterà per scegliere il/la leader. Al momento non è ancora stato deciso se le primarie, ammesso che si facciano, prevederanno un turno unico o un ballottaggio, né chi avrà diritto al voto, se tutti gli elettori, i soli tesserati o chi si iscrive dichiarandosi di centrosinistra. Resta aperta anche la questione delle modalità materiali, con il Movimento 5 Stelle tradizionalmente più incline al voto online rispetto ai gazebo. Sono dettagli tutt’altro che secondari, perché potrebbero pesare sul risultato finale più dei sondaggi generali.

Ed è proprio nell’ambito di questo dibattito, atteso in autunno, che si inserisce l’ultima rilevazione di Piepoli realizzata per In Onda su La7: Giuseppe Conte guida i consensi con il 36%, un vantaggio netto sui principali alleati-avversari, complice anche una presenza costante sui media estivi tra dichiarazioni sull’Ucraina, il Covid e il dibattito sulla cultura “woke”.

Un caso a parte è quello della sindaca di Genova, Silvia Salis, seconda con il 30%, pur avendo più volte escluso una propria candidatura, nonostante il pressing di alcuni ambienti centristi della coalizione, Matteo Renzi in testa. Il suo nome resta comunque in circolazione come possibile soluzione unitaria, qualora Schlein e Conte decidessero di fare un passo indietro — ipotesi che oggi appare comunque poco probabile.

A completare il podio è Elly Schlein, al 29%, distante solo un punto da Salis nonostante un’estate mediaticamente più defilata rispetto a quella di Conte, complicata negli ultimi giorni da uno scambio a distanza con Giorgia Meloni. Non è chiaro se questo minor protagonismo estivo si tradurrà in un peso anche nelle eventuali primarie, la cui data resta comunque lontana di almeno un paio di mesi.

Più staccato il resto del campo: Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, rispettivamente al 23% e al 21%, guidano Alleanza Verdi-Sinistra pur senza entusiasmo per l’ipotesi primarie, che il partito comunque non eviterebbe se convocate. Sotto il 20% si collocano Matteo Renzi, al 17%, più verosimile come regista di un’area centrista alternativa a Schlein e Conte che come candidato diretto, e il segretario di +Europa Riccardo Magi, al 14%, che si è invece detto pronto a correre nonostante le tensioni interne al suo partito.