A dare l’allarme i vicini, insospettiti dai latrati senza fine. La Procura sequestra la salma: è giallo sulle cause della morte.
Taranto – A vegliarlo, negli ultimi giorni, era rimasto soltanto il suo cane. Un animale che ha abbaiato senza tregua, ininterrottamente, fino a diventare l’unico, disperato grido d’allarme per un padrone che non c’era più. È così, dietro quei latrati insistenti, che si nasconde una storia di solitudine e mistero: quella di un operaio di 57 anni, un tempo dipendente dell’ex Ilva, trovato senza vita e completamente nudo all’interno della sua abitazione di Talsano, alle porte di Taranto.
La macabra scoperta è avvenuta nel pomeriggio di martedì. A insospettirsi sono stati i vicini di casa: quel cane che abbaiava da ore, e nessun segno di vita provenire dall’appartamento. Non riuscendo più a mettersi in contatto con l’uomo, che viveva da solo, hanno deciso di chiamare i soccorsi.
Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, il personale del 118 e gli agenti della polizia di Stato. Una volta forzata la porta, davanti ai loro occhi si è presentata una scena straziante: il corpo dell’uomo giaceva riverso sul pavimento della camera da letto, privo di vestiti e ormai senza vita. Le condizioni in cui è stato rinvenuto il cadavere hanno reso subito necessario l’intervento dell’autorità giudiziaria.
Le indagini sono coordinate dal Pubblico ministero Francesca Colaci, che ha disposto gli accertamenti investigativi e affidato al medico legale Gianluca Gravili i rilievi utili a chiarire le cause del decesso. Gli investigatori hanno ascoltato familiari e vicini per ricostruire le ultime ore dell’uomo. Un dettaglio, su tutti, pesa come un macigno: il 57enne non veniva visto da giorni.
A rendere il quadro ancora più cupo è ciò che gli inquirenti non hanno trovato. Nessun segno di effrazione alle porte, nessun elemento che faccia ipotizzare il coinvolgimento di altre persone, nessun messaggio o indizio riconducibile a un gesto volontario. Un vuoto che, per ora, lascia aperta ogni ipotesi.
Al termine del sopralluogo, il Pm ha disposto il sequestro della salma, che resta a disposizione dell’autorità giudiziaria. Solo l’esame medico legale potrà sciogliere il giallo e restituire un nome alle cause di questa morte silenziosa, consumata nell’ombra di una casa dove, per giorni, ad aspettare invano c’era rimasto soltanto un cane.