Un esemplare femmina è stata presa nelle campagne al termine di una complessa operazione con droni, fototrappole, e ronde.
Bari – Una caccia durata settimane nelle campagne tra Rutigliano e Noicattaro si è chiusa con un primo importante punto a capo. Sabato sera la maxi task force schierata dalla Prefettura ha finalmente messo le mani su una lupa. L’operazione arriva dopo la grande paura di agosto, quando due bimbi di appena sei anni erano finiti nel mirino dell’animale a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro.
La femmina finita in gabbia fa parte proprio del branco incriminato, anche se la genetica ha già chiarito che a mordere il piccolo a metà agosto fu in realtà un giovane maschio appenninico. Poco male. La strada imboccata sembra finalmente quella giusta. L’esemplare è stato subito scortato all’osservatorio faunistico di Bitetto: anestesia smaltita senza un piega, parametri nella norma e occhi costantemente puntati addosso dai veterinari.
Per seguire le manovre sul campo ci hanno messo la faccia persino i vertici della Regione, con il governatore Antonio Decaro e l’assessore Francesco Paolicelli arrivati dritti sul posto. Dietro questo risultato c’è stato un lavoro certosino condotto a bocca chiusa: un mix di tecnologia e fiuto tra droni di ultima generazione, fototrappole nascoste nella vegetazione, tracce di DNA e ronde serrate. Un’azione a tamburo battente che ha visto fare squadra a tecnici della Regione, carabinieri forestali, Asl e CNR, uniti per restituire un po’ di ossigeno e tranquillità alle famiglie della zona.