Disabili maltrattati in un centro diurno: due arresti e 13 indagati

La struttura, in cui sarebbero avvenute aggressioni e violenze ai danni dei degenti, è stata chiusa dopo un blitz dei carabinieri.

Ragusa – Un’inchiesta giudiziaria ha travolto il centro diurno Anffas di Modica, portando alla chiusura immediata della struttura assistenziale e all’esecuzione di una serie di misure cautelari per maltrattamenti aggravati ai danni di persone disabili ed esercizio abusivo della professione infermieristica. L’operazione, condotta dai carabinieri del Nas di Ragusa con il supporto dei militari della Compagnia di Modica, ha portato all’arresto e all’assegnazione ai domiciliari per il presidente dell’Anffas locale, Giovanni Provvidenza, legale garante dell’ente, e per un operatore socio-sanitario della struttura.

L’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Ragusa, su richiesta della locale Procura della Repubblica, traccia un quadro di presunte violenze e gravi omissioni nei confronti dei soggetti fragili ospiti del centro. Oltre alle due persone finite ai domiciliari, il giudice ha disposto per altri cinque operatori la misura interdittiva del divieto di esercitare la professione e di prestare assistenza a soggetti vulnerabili, mentre ulteriori sei operatori risultano indagati a piede libero, portando a tredici il numero complessivo delle persone coinvolte a vario titolo nel fascicolo d’inchiesta.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, due degli indagati avrebbero posto in essere in prima persona condotte violente ai danni dei degenti. Agli altri indagati viene invece contestata la mancata contestazione o denuncia di quanto accadeva quotidianamente, per non essere intervenuti a bloccare i maltrattamenti pur essendone a conoscenza. Nel quadro accusatorio della Procura pesa inoltre la contestazione per la somministrazione arbitraria di farmaci e terapie eseguita da personale non abilitato, in totale assenza di figure infermieristiche qualificate.

Gli episodi al centro delle indagini si riferiscono a un periodo compreso tra dicembre 2025 e febbraio 2026. L’intera attività investigativa è scaturita da un iniziale controllo ispettivo di routine svolto dai carabinieri del Nas, durante il quale erano emerse evidenti irregolarità che hanno spinto gli investigatori ad approfondire le verifiche, portando infine al blitz delle forze dell’ordine e alla chiusura definitiva della struttura.