Chi ha commesso reati sotto la spinta di alcol o droghe, potrà scontare la pena in comunità terapeutiche o in regime di detenzione domiciliare.
Roma – Il Parlamento ha chiuso l’iter con 153 voti favorevoli, 42 contrari e 82 astensioni, dopo il precedente passaggio al Senato, del disegno di legge riguardante la detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcol-dipendenti. Nell’Aula di Montecitorio le opposizioni si sono in gran parte astenute, ad eccezione del Movimento 5 Stelle, che ha votato contro il provvedimento.
Per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha commentato con soddisfazione l’esito del voto, si tratta di una misura capace di produrre benefici su più livelli contemporaneamente: rafforza le possibilità di recupero per i condannati, contribuisce alla sicurezza collettiva riducendo il rischio di recidiva legato alla dipendenza non trattata, e allenta la pressione sulla popolazione carceraria sottraendole chi sceglierà il percorso comunitario.
La legge, pur nascendo da un’iniziativa del governo, ha visto un contributo attivo delle opposizioni durante l’esame al Senato, che hanno ottenuto l’inserimento di propri emendamenti nel testo finale. Alla base del provvedimento c’è una richiesta condivisa dall’intero mondo delle dipendenze, comunità terapeutiche comprese, che aveva trovato una sponda politica nella Conferenza nazionale sulle dipendenze organizzata a Roma nel novembre scorso.