Palazzina sventrata: recuperati due corpi

La seconda vittima è Rosa Leone, sorella dell’imprenditore trovato morto ieri. Sotto le macerie di Pistunina si cercano ancora quattro persone.

Messina – Ci sono notti che sembrano non finire mai, scandite solo dal rumore sordo delle ruspe e dal silenzio carico d’angoscia di chi aspetta. Nel rione Pistunina, alla periferia di Messina, la seconda alba dal disastro è arrivata portando altro dolore: dalle macerie della palazzina crollata all’improvviso i vigili del fuoco hanno estratto un secondo corpo senza vita, quello di una donna, recuperato intorno alle quattro del mattino. Poche ore prima, sotto tonnellate di cemento e polvere, era già stato ritrovato il cadavere dell’imprenditore Carmelo Leone. E mentre la conta delle vittime si aggrava, restano ancora quattro persone intrappolate là sotto, in una corsa disperata contro il tempo.

La seconda vittima ha un nome e un volto che spezzano il cuore: è Rosa Leone, sorella dell’imprenditore. A riconoscere il corpo, in una scena straziante, è stata la figlia della donna. I due fratelli si trovavano insieme in casa, all’ultimo piano dell’edificio, quando la struttura ha ceduto di schianto trascinando tutto nel vuoto.

Non è finita. I soccorritori continuano a scavare a mani nude e con l’aiuto dei cani molecolari alla ricerca degli altri quattro dispersi: l’altra sorella, Sara, il marito di Rosa, Santino Magazzù, e il domestico che viveva con loro, il cingalese Lhairu Warnakulasuriya. Manca all’appello anche Alessandra Frazzica, commessa del bazar cinese al primo piano, travolta mentre era al lavoro.

Sul fronte del soccorso, la speranza non si arrende. Il comandante dei vigili del fuoco Michele Burgio coordina un esercito di circa 70 uomini tra squadre speciali Usar, unità cinofile, droni e nuclei Saf. Tre i feriti accertati, uno in codice rosso, trasportati al Policlinico Gaetano Martino dove è scattato il piano di emergenza interno.

Intanto la Procura di Messina ha aperto un’inchiesta al momento a carico di ignoti. Troppo presto per le certezze, ma un dettaglio sembra escludere la pista dell’esplosione: il crollo, secondo i primi accertamenti, sarebbe stato preceduto da un tremore. L’ipotesi più concreta resta quella del cedimento strutturale.