AIEL richiama l’urgenza di accelerare la transizione energetica e valorizzare le foreste per ridurre il debito ecologico.
Il 30 luglio ricorre l’Earth Overshoot Day, la data in cui l’umanità esaurisce le risorse naturali che la Terra è in grado di rigenerare in un anno. Da quel momento vivremo in debito ecologico, consumando più capitale naturale di quanto il Pianeta riesca a ricostituire. Un limite che, per l’Italia, è stato raggiunto ancora prima: già il 3 maggio.
Per AIEL, Associazione Italiana Energia dal Legno, ridurre il debito ecologico comporta in primo luogo la necessità di accelerare nella transizione energetica, diminuire la dipendenza dalle fonti fossili e valorizzare in modo sostenibile le risorse rinnovabili disponibili, a partire dal patrimonio forestale nazionale.
“Ridurre il nostro impatto sugli ecosistemi e sul consumo delle risorse significa eliminare il prima possibile la dipendenza dalle fonti fossili” afferma Annalisa Paniz, direttrice generale di AIEL e Presidente di Rete Donne Foreste. “Continuare a dipendere da petrolio e carbone significa compromettere ambiente, territori, comunità. Ripensare il rapporto tra uomo e natura significa ridefinire un nuovo patto tra chi produce e chi utilizza le risorse naturali, guardando al patrimonio forestale con una nuova consapevolezza, fondata sulla gestione sostenibile e sulla sua valorizzazione anche dal punto di vista energetico: un approccio che AIEL e le imprese della filiera promuovono da sempre“.
Una gestione forestale attiva rappresenta infatti uno strumento fondamentale non solo per produrre energia rinnovabile e sostituire le fonti fossili, ma anche per aumentare la resilienza dei boschi, sostenere le economie delle aree interne e ridurre il rischio di degrado del territorio. Un tema che assume ancora maggiore rilevanza in un’estate segnata da incendi che stanno colpendo numerose aree del Paese.
“Mentre alcune Regioni discutono di limitare gli impianti a biomassa, i nostri boschi continuano a bruciare” osserva Marco Bussone, presidente di AIEL. “Con gli incendi immettiamo in atmosfera enormi quantità di CO2, compromettiamo ecosistemi, territori, infrastrutture e comunità. È il risultato di una visione che troppo spesso considera la filiera bosco-legno-energia un problema anziché una risorsa. Dobbiamo cambiare prospettiva: gestire il patrimonio forestale che abbiamo, utilizzare il legno proveniente da boschi pianificati, certificati e gestiti in modo sostenibile anche in caldaie, stufe e caminetti di ultima generazione, che le imprese del settore hanno reso sempre più efficienti e con emissioni estremamente ridotte. Gli incendi si combattono certamente quando divampano, ma soprattutto si prevengono attraverso la gestione attiva degli oltre 12 milioni di ettari di foreste e la valorizzazione del materiale legnoso anche per la produzione di energia rinnovabile”.