Gli agenti hanno eseguito altre due misure cautelari per maltrattamenti e atti persecutori, sempre nell’ambito del Codice Rosso.
Viterbo – Il personale della polizia di Stato della Questura in servizio alla Squadra Mobile ha tratto in arresto, in esecuzione di un’ordinanza applicativa di misura cautelare, un trentaduenne cittadino italiano, gravato da numerosi pregiudizi di polizia e residente in provincia. L’uomo risulta indagato per il reato di atti persecutori commesso in danno dell’ex fidanzata, nei cui confronti ha assunto un comportamento ossessivo ed intrusivo.
In particolare, non rassegnandosi alla fine della relazione, l’ha minacciata ed ingiuriata in plurime occasioni, fino a controllarne gli spostamenti e a percuoterla. Da ultimo, incontratala in strada, l’ha aggredita, mettendole le mani al collo e scaraventandola a terra. Per tali motivi, a seguito di segnalazione delle condotte da parte della Squadra Mobile alla Procura della Repubblica, il Gip ha disposto gli arresti domiciliari.
Nel medesimo periodo, la Squadra Mobile della Questura ha dato esecuzione a due provvedimenti cautelari adottati dalla competente autorità giudiziaria nei confronti di altrettanti cittadini italiani ritenuti gravemente indiziati della commissione di reati riconducibili al c.d. “Codice Rosso”.
Nel primo caso, un uomo di settantadue anni, indagato per maltrattamenti, è stato allontanato dalla casa familiare, con contestuale applicazione del divieto di avvicinamento alla persona offesa e del dispositivo elettronico di controllo, poiché ha, ripetutamente, denigrato, minacciato di morte e picchiato la coniuge con calci e spintoni.
Nel secondo caso, è stato colpito da divieto di avvicinamento e di comunicazione con la persona offesa, disposto dal Gip presso il Tribunale di Roma, un trentaduenne residente in provincia, che dopo la fine della relazione con la ex compagna, l’ha contattata insistentemente con email e messaggi, cercando altresì di avvicinarla per il tramite persone a lei vicini, presentandosi sotto casa e nei luoghi frequentati dalla donna senza preavviso, fino ad inviarle somme di denaro non richieste, condotte che costringevano la vittima ad alterare le proprie abitudini di vita, facendole temere per la propria incolumità.