Il “mostro” del Cilento colpisce ancora: 76enne azzannato al polpaccio in mare

Secondo bagnante ferito in tre giorni sulla stessa costa. L’indiziato è il pesce balestra, il “poisson mordeur” tropicale che invade il Mediterraneo.

Palinuro – Bastano pochi secondi in acqua per trasformare una nuotata sotto il sole in un incubo di sangue e paura. È accaduto nelle acque cristalline di Palinuro, nella zona delle Saline, dove un turista italiano di 76 anni stava nuotando a pochi metri dalla riva quando ha sentito una fitta lancinante al polpaccio. Il responsabile? Il morso di un pesce, che ha lasciato sulla gamba dell’anziano una ferita profonda e una copiosa emorragia. A salvarlo è stato il tempestivo intervento del bagnino Pietro De Luca, che ha medicato la lesione e arrestato la perdita di sangue in attesa dei soccorsi, prima di affidarlo agli operatori del Saut di Palinuro.

L’aggressione di Palinuro è soltanto l’ultimo capitolo di un giallo che sta terrorizzando la costa cilentana. Appena martedì scorso, a Pioppi, sullo stesso litorale, un turista svizzero di 55 anni aveva vissuto la stessa disavventura: una fitta improvvisa mentre faceva il bagno, poi la scoperta di una profonda ferita al polpaccio. Nel suo caso l’emorragia era stata più difficile da fermare, perché l’uomo segue una terapia anticoagulante. Trasportato in ospedale, era stato medicato con diversi punti di sutura. Due episodi quasi identici in tre giorni, che hanno acceso i riflettori su chi si nasconde sotto il pelo dell’acqua.

Nessuno dei due bagnanti ha visto in faccia il proprio aggressore e, al momento, non ci sono ancora elementi certi per attribuire i morsi a una specie precisa. Ma il sospettato principale ha un nome preciso: il pesce balestra (Balistes capriscus, o triggerfish in inglese). Le sue mascelle robuste, armate di denti capaci di frantumare i gusci dei molluschi, le corazze dei crostacei e persino gli aculei dei ricci, possono infliggere tagli profondi, compatibili con le ferite dei due turisti. Accanto a lui, gli esperti non escludono il barracuda.

Di norma il pesce balestra ha un’indole pacifica. Ma diventa aggressivo quando si sente minacciato o quando, durante il periodo riproduttivo, difende le uova e il proprio territorio: in quei momenti un bagnante o un sub viene percepito come un intruso. A rendere il fenomeno sempre più frequente è l’aumento della temperatura del mare, che ne allarga la diffusione anche in tratti un tempo considerati troppo freddi. In Costa Azzurra, in Francia, questo pesce si è guadagnato un soprannome eloquente: “poisson mordeur”, il “pesce che morde”.

Il Cilento non è un caso a sé. Nei mari italiani si moltiplicano gli avvistamenti di specie tropicali: dai barracuda in Calabria ai temuti pesci scorpione in Salento, questi ultimi velenosi e altamente invasivi. Un Mediterraneo sempre più caldo e sempre più “esotico”, dove convivere con nuovi ospiti diventa la sfida delle prossime estati.

Gli esperti raccomandano poche regole chiare: uscire subito dall’acqua, lavare e disinfettare la ferita, coprirla, e in caso di emorragia o infezione rivolgersi immediatamente al pronto soccorso o al personale medico. Perché il mare, anche quando sembra domestico e affollato, resta la casa di creature selvatiche.