Un 24enne ha inseguito la ragazza di origine ucraina fin dentro il palazzo, spingendola con violenza contro il muro.
Milano – Bastano pochi secondi, quelli che separano il portone di casa dall’ascensore, perché una serata come tante si trasformi in un incubo. È successo giovedì sera, intorno alle 23, in zona Certosa, dove una ragazza di 22 anni è stata aggredita nell’androne del proprio condominio da uno sconosciuto che l’aveva seguita fin dentro il palazzo. Un uomo di 24 anni, di nazionalità egiziana, è stato fermato dalla polizia locale con l’accusa di violenza sessuale e trasferito nel carcere di Bergamo.
Tutto comincia mentre la giovane, una 22enne di origine ucraina, sta rincasando. Nota subito quella presenza alle sue spalle: un uomo che le si accoda, entrando nell’androne subito dopo di lei. Davanti all’ascensore, quando le porte si aprono, lo sconosciuto le rivolge prima qualche domanda personale, poi passa alle vie di fatto. La afferra per le braccia, la strattona fuori dalla cabina e la spinge con violenza contro il muro.
È in quel momento che la ragazza trova la forza di reagire. Comincia a urlare con tutto il fiato che ha, richiamando l’attenzione dei condomini. L’aggressore, spaventato dal rischio di essere scoperto, molla la presa e si dà alla fuga. La 22enne, sotto choc ma lucida, ferma pochi minuti dopo una pattuglia della polizia locale che sta rientrando al comando di piazzale Accursio e racconta tutto, sporgendo denuncia.
Da lì scatta una corsa contro il tempo che si chiude in appena dodici ore. Determinanti si rivelano le immagini delle telecamere di videosorveglianza dello stabile, che hanno ripreso integralmente l’aggressione. Grazie a quei fotogrammi gli investigatori dell’Unità investigazioni e prevenzione riescono a dare un volto al presunto autore, poi riconosciuto dalla stessa vittima.
L’uomo, incensurato, lavora per una società edile impegnata in un cantiere a Fara Gera d’Adda, in provincia di Bergamo. È lì, sul posto di lavoro, che gli agenti lo rintracciano e lo bloccano. Adesso si trova nel carcere di Bergamo, in attesa dell’interrogatorio di garanzia. Per lui l’accusa è pesantissima: violenza sessuale. A inchiodarlo, oltre al racconto della ragazza, ci sono quelle immagini che non lasciano scampo.