Contrabbando di prodotti energetici: tre indagati in carcere

Le indagini hanno ricostruito collegamenti con la criminalità organizzata campana riconducibili al clan Mazzarella.

Caserta – Al culmine delle attività investigative, dirette e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di questo Ufficio e delegate ai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta, è stata data esecuzione al dispositivo emesso dal Tribunale del Riesame di Napoli.

Il provvedimento, in sede di appello, disponeva l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di due indagati per associazione a delinquere finalizzata alla commissione dei reati previsti e puniti dal Testo Unico delle Accise (contrabbando di prodotti energetici), delitto aggravato per reati connessi alle attività camorristiche del clan Mazzarella, nonché di una terza persona indagata per il delitto di associazione di tipo camorristico riferito al predetto sodalizio.

Il provvedimento de quo è divenuto definitivo in quanto la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalle difese degli indagati. In ottemperanza al predetto dispositivo, due dei tre indagati sono stati attinti dalla misura cautelare in carcere, mentre nei confronti del terzo veniva emesso un “Mandato di Arresto Europeo” in quanto trasferitosi in Grecia e resosi irreperibile. Quest’ultimo, dopo circa un mese di latitanza, si è costituito presso la Casa Circondariale di Napoli/Secondigliano.

L’indagine svolta ha consentito di acclarare l’esistenza di un sodalizio criminale dedito al traffico di prodotti energetici e di evidenziare elementi di contatto con individui organici alla criminalità organizzata campana riconducibile al “clan Mazzarella”.

Nel corso delle attività investigative sono stati sequestrati complessivamente 133.796 litri di prodotti ed è stato accertato un consumato in frode di prodotti energetici sottratti all’accertamento per complessivi litri 10.162.053,00 e le relative imposte evase (accisa – imposta di consumo pari a 4.911.414,55 euro e IVA pari a € 2.906.660,62 euro) nonché la fittizia creazione e successiva cessione di crediti fiscali derivanti da fraudolenti dichiarazioni IVA pari a 6.027.956,00 euro.