Il ragazzo è stato accerchiato e preso a botte. Le quattro persone arrestate hanno tra i 15 e i 17 anni, altre sette sono state denunciate.
Genova – Erano in undici, stretti come un branco attorno a un solo ragazzo, per portargli via un cellulare e i pochi spiccioli che teneva in tasca. È lo scenario da incubo andato in scena nella notte tra sabato 5 e domenica 6 settembre in corso Sardegna, nel quartiere di San Fruttuoso, dove un giovane che camminava da solo è stato accerchiato, minacciato con un bastone e riempito di pugni in faccia. Un’aggressione feroce e gratuita, che la polizia ha stroncato in poche ore grazie al segnale Gps del telefono appena rubato: quattro arresti, tutti tra i 15 e i 17 anni, e altri sette denunciati.
Tutto comincia nel cuore della notte. La comitiva percorre corso Sardegna quando incrocia la vittima, sola. Un 16enne italiano le si para davanti brandendo un bastone, poi un 15enne comincia a colpirla al volto, mentre il resto del gruppo la spinge con le spalle al muro per tagliarle ogni via di fuga. La richiesta è secca: soldi. Gli sfilano il cellulare dalle tasche e scappano in direzione mare, lasciando a terra il ragazzo ferito e dolorante.
A dare l’allarme è un passante, che nota il giovane in difficoltà e chiama il 112. Sul posto arrivano le volanti, che attivano la geolocalizzazione dello smartphone rubato e seguono in tempo reale gli spostamenti del branco fino al piazzale della stazione di Brignole. Lì l’intero gruppo viene bloccato e accompagnato in questura. Le telecamere di videosorveglianza fanno il resto: gli agenti ricostruiscono la dinamica e inchiodano chi ha avuto un ruolo attivo nella rapina.
In manette finiscono due italiani di 15 e 16 anni, un 17enne colombiano e un 17enne ecuadoriano, tutti accusati di rapina in concorso. Per lo stesso reato sono stati denunciati a piede libero altri sette: tre italiani (due 18enni e una 19enne), due 18enni e un 22enne dominicani e un 19enne colombiano. E non è finita: durante le perquisizioni sono spuntati due coltelli da cucina, una forbice, uno spray urticante e alcune dosi di droga.
Il dettaglio più inquietante arriva dagli accertamenti successivi: alcuni di loro avevano già tentato altre rapine, non andate a segno. Volti giovanissimi, quasi bambini, già rodati alla violenza di strada. Un branco che per uno smartphone non ha esitato a trasformare una notte qualunque in un incubo, salvo poi farsi tradire proprio da quel telefono che credeva un facile bottino.