Batterio killer all’asilo: morto un bimbo di un anno e mezzo

Sospetti sui fasciatoi: la Procura sequestra la salma e dispone l’autopsia. In ospedale altri quattro dei suoi piccoli compagni.

Tropea (Vibo Valentia) – C’è un asilo, in riva al mare più bello della Calabria, che oggi è chiuso e silenzioso. Da quelle aule sono passati i sorrisi di decine di bambini, ma negli ultimi giorni qualcosa di invisibile e feroce si è insinuato tra i banchi e i lettini. Un batterio, forse. Un nemico microscopico che ha spezzato la vita di Alessio Pio, appena un anno e mezzo, e ha spedito in ospedale altri quattro dei suoi piccoli compagni. Il bimbo, originario di Zungri, è morto nella serata di mercoledì all’ospedale di Catanzaro, dopo giorni di agonia e un disperato trasferimento d’urgenza. Per lui non c’è stato nulla da fare.

Tutto comincia con quelli che sembravano banali disturbi gastrointestinali: diarrea, vomito, febbre. Sintomi che, uno dopo l’altro, hanno colpito oltre dieci bambini iscritti alla Family Baby School, l’asilo nido privato di Tropea. Per cinque di loro le condizioni si sono aggravate al punto da rendere necessario il ricovero. Tre sono già stati dimessi, uno resta ancora nel reparto di Catanzaro sotto osservazione. E poi c’è Alessio Pio, il più sfortunato.

Il piccolo era stato portato il 17 luglio all’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia. Ma le sue condizioni sono precipitate in fretta: il 21 luglio il trasferimento in gravissime condizioni a Catanzaro, dove i medici hanno sospettato una setticemia. Nonostante ogni tentativo, il suo cuore si è fermato la sera di mercoledì 22 luglio.

Sul nome del nemico ci sono già i primi, inquietanti sospetti. A parlare è la stessa dirigente dell’asilo, Serena Miceli: “Alla base di tutto ci sarebbe un batterio, il ‘Clostridium difficile‘, che probabilmente ha infettato uno dei bambini durante una visita in ospedale precedente”. Poi il contagio si sarebbe propagato proprio lì, tra le mura della scuola: “I fasciatoi dove cambiamo il pannolino ai più piccoli potrebbero essere stati contaminati”. Un batterio che si trasmette per via oro-fecale e che, per essere debellato, richiede l’acqua ossigenata, sostanza che di norma non viene usata nella sanificazione degli asili, dove si preferiscono i prodotti a base di cloro.

Ai primi segnali d’allarme la scuola aveva inviato una Pec all’Asp chiedendo quale protocollo seguire, e ha poi disposto la chiusura precauzionale per sanificare tutti gli ambienti. In una lettera alle famiglie la direzione si dice “profondamente colpita” e invita i genitori a monitorare i figli, precisando però che non è stata “accertata alcuna origine comune degli episodi” né alcun collegamento con la mensa o le attività della scuola.

Ma ora a cercare la verità è la magistratura. La Procura di Vibo Valentia ha aperto un’inchiesta dopo la denuncia presentata dai genitori del bimbo in Questura. È stata sequestrata la cartella clinica e disposto il sequestro della salma: nelle prossime ore l’autopsia dirà con certezza cosa ha ucciso Alessio Pio. Il commissario straordinario dell’Asp, Angelo Vittorio Sestito, ha convocato un vertice d’urgenza per ricostruire ogni singolo passaggio della vicenda.

Intanto una comunità intera piange. Il sindaco di Zungri, Serafino Fiamingo, ha espresso il cordoglio dell’amministrazione: “Ci stringiamo con rispetto e silenziosa vicinanza alla famiglia, condividendone il dolore”. Restano le aule vuote di un asilo, l’attesa di un referto e il dolore di genitori che avevano affidato il loro bambino a un luogo che doveva essere sicuro.