Folgorata a 4 anni mentre accende la luce: la tragedia in casa dei nonni

La tragedia mentre i genitori erano usciti. A dare l’allarme è stata la sorellina di 7 anni. Indagini sui fili scoperti.

Vercelli – Le è bastato allungare la mano verso un interruttore per spegnere per sempre la sua breve vita. Una bambina di appena 4 anni è morta folgorata nella casa dei nonni a Motta de’ Conti, minuscolo comune del Vercellese abbarbicato al confine con l’Alessandrino. La piccola stava semplicemente accendendo la luce di una stanza quando una violenta scarica elettrica l’ha investita, senza lasciarle scampo. Un gesto quotidiano, mille volte ripetuto da chiunque, trasformato in un attimo nella più atroce delle tragedie domestiche.

Il dramma si è consumato domenica pomeriggio, ma la notizia è trapelata soltanto oggi. Erano circa le 15 quando l’orrore ha bussato tra quelle mura: i genitori si erano allontanati per alcune commissioni, lasciando i figli nelle mani sicure dei nonni. In casa c’erano anche una sorellina di 7 anni e un fratellino di 2. Nessuno poteva immaginare che quella normalissima giornata d’estate si sarebbe tinta di lutto.

A dare l’allarme, nel groviglio dei secondi che contano, è stata proprio la sorella maggiore, che si è accorta di quanto stava accadendo e ha richiamato disperatamente l’attenzione dei nonni. I due anziani hanno prestato i primi soccorsi e allertato immediatamente i genitori, in una corsa contro il tempo che si sarebbe però rivelata vana. La piccola è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato, dove i medici hanno lottato con ogni mezzo per strapparla alla morte. Ma per lei non c’era ormai più nulla da fare: il decesso è stato dichiarato poco dopo l’arrivo.

Sulla dinamica indagano ora la Questura di Alessandria e la Procura di Vercelli, che hanno già disposto l’autopsia sul corpicino della bimba. Il sospetto degli inquirenti si concentra su alcuni fili scoperti e sulla regolarità dell’impianto elettrico dell’abitazione: quella scarica, così potente da uccidere, non avrebbe dovuto raggiungere una bambina. Il dubbio più inquietante riguarda il salvavita, il dispositivo che avrebbe dovuto interrompere la corrente in una frazione di secondo e che, presumibilmente, non è scattato.

La famiglia, di origine bosniaca, si era trasferita a Motta de’ Conti solo da pochi mesi, in cerca di una vita nuova in quel borgo di poche centinaia di abitanti. Ora, in quella stessa casa che doveva essere un rifugio, resta soltanto il vuoto. La salma della piccola farà ritorno in Bosnia, la terra natale dei suoi cari, dove sarà data l’ultima carezza a una vita spezzata troppo presto da un banale gesto di ogni giorno.