Niente permessi premio per Fabio Savi

Per la seconda volta il giudice ha bocciato la richiesta dell’ergastolano della Banda della Uno Bianca.

Milano – Ventitré morti e oltre cento feriti in 102 azioni criminali: è il bilancio lasciato tra il 1987 e il 1994 dalla banda della Uno Bianca, di cui Fabio Savi, arrestato nel 1994, è stato tra i capi. Oggi 66enne, sconta l’ergastolo nel carcere di Bollate, dove si trova dal 2018.

Su di lui pende una richiesta di trasferimento in un altro istituto, avanzata dalla Procura di Bologna e presentata dopo che Savi, interrogato dai Pm nell’ambito della nuova inchiesta sui delitti della banda, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, rilasciando soltanto alcune dichiarazioni spontanee.

In questo contesto arriva anche il diniego del tribunale di sorveglianza di Milano alla sua richiesta di permessi premio: i giudici non hanno riscontrato i requisiti necessari per autorizzare, anche solo per brevi periodi, l’uscita dal carcere. È la seconda bocciatura sullo stesso fronte nel giro di pochi anni.