La tragedia si è consumata lungo la linea Udine-Trieste. La vittima, un cittadino tunisino, lascia una famiglia a Latisana.
San Giorgio di Nogaro (Udine) – Bastano pochi istanti, quelli in cui un piede perde la presa sul ballast, perché una giornata di lavoro si trasformi in tragedia. È accaduto nel primo pomeriggio di venerdì 17 luglio, quando un operaio di 43 anni, cittadino tunisino residente a Latisana, è stato travolto e ucciso da un treno mentre stava lavorando sui binari nei pressi della stazione di San Giorgio di Nogaro. Per lui non c’è stato nulla da fare: è morto sul colpo, sotto gli occhi dei colleghi, in uno di quei cantieri ferroviari dove convoglio e cantiere condividono gli stessi, maledetti metri di ferro.
L’allarme è scattato verso le 13. Secondo la prima ricostruzione degli investigatori, riferita dalla questura di Udine all’Ansa, l’uomo era appena sceso da un mezzo d’opera quando è inciampato, perdendo l’equilibrio proprio nell’istante in cui, sul binario a fianco, transitava un altro convoglio. Un treno regionale vuoto, senza passeggeri a bordo, che viaggiava per un semplice trasferimento di servizio e proveniva dalla direzione opposta. L’impatto è stato fatale.
La centrale operativa Sores Fvg ha inviato sul posto un’équipe medica specializzata, ma i sanitari hanno potuto solo constatare il decesso, avvenuto all’istante. Sul luogo della tragedia sono intervenuti anche i vigili del fuoco e gli agenti della polizia ferroviaria, ai quali è affidata ora la ricostruzione della dinamica insieme alla Scientifica.
La vittima era dipendente di un’impresa esterna specializzata nelle manovre e nei lavori ferroviari, impegnata in un cantiere lungo la tratta Venezia-Trieste. Non era, insomma, un passante finito per caso sui binari: era un lavoratore nel suo turno, in un contesto che avrebbe dovuto essere protetto. Ed è proprio qui che si concentrano le domande più scomode dell’inchiesta appena aperta: perché quel treno stava transitando in quel punto, in quel preciso momento, con un uomo al lavoro sulla linea? E le procedure di sicurezza previste per i cantieri sui binari erano state rispettate fino in fondo? Sulle cause dell’incidente stanno lavorando anche i tecnici dell’Azienda sanitaria, che verificano il rispetto delle misure di prevenzione.
L’ennesima morte sul lavoro sulla rete ferroviaria italiana ha avuto pesanti ripercussioni anche sulla circolazione. La linea Venezia-Trieste è stata sospesa dalle 13.05 per consentire gli accertamenti dell’autorità giudiziaria. Trenitalia ha segnalato ritardi per Intercity e Regionali, con limitazioni di percorso e cancellazioni: l’Intercity 594 Trieste-Roma è stato deviato via Udine e Venezia Mestre, saltando le fermate di Trieste Airport, Cervignano, Latisana, Portogruaro e San Donà di Piave, con un servizio sostitutivo di autobus fino a Mestre.
Dietro i disagi resta però il vuoto lasciato da un uomo che quel venerdì mattina era uscito di casa per andare al lavoro. E che a casa, a Latisana, non è più tornato.