L’Anm: “Un simbolo della lotta alla mafia e della memoria”. Maria Falcone: “Non è un segno di sconfitta, ma di rinascita”.
Palermo – La Fiat Croma sulla quale viaggiavano il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e l’autista Giuseppe Costanza, unico sopravvissuto alla strage di Capaci, è tornata a Palermo, dove sarà custodita al Museo del Presente come testimonianza permanente di una delle pagine più drammatiche della storia italiana.
A sottolineare il valore simbolico dell’iniziativa è stata l’Associazione Nazionale Magistrati (Anm), che in una nota ha evidenziato come il ritorno dell’autovettura nel capoluogo siciliano non rappresenti soltanto il trasferimento di un reperto storico, ma un forte richiamo alla memoria e all’impegno civile.
“Il ritorno a Palermo della Fiat Croma su cui viaggiavano Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e l’autista Giuseppe Costanza non è solo la cronaca di un trasferimento, ma un monito che ci riporta al sacrificio di chi ha dedicato la propria esistenza alla difesa dello Stato e della legalità“, afferma l’Anm.
Secondo l’associazione, quell’automobile rappresenta uno dei simboli più significativi della lotta alla mafia e ricorda come il contrasto alla criminalità organizzata costituisca “una condizione irrinunciabile per la tenuta democratica del nostro Paese”.
Nel messaggio diffuso dall’Anm viene ribadita anche l’importanza della memoria, definita “il primo atto di responsabilità verso il futuro”, affinché le nuove generazioni possano conoscere quanto accaduto e comprendere il valore del sacrificio di magistrati, uomini delle istituzioni e cittadini che hanno perso la vita nella lotta contro Cosa Nostra.
Un concetto espresso anche da Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso il 23 maggio 1992, che ha accolto con favore il ritorno della vettura a Palermo.
“Avere qui l’auto su cui morì mio fratello Giovanni non è un segno di sconfitta, ma deve essere un segno di rinascita. Non piangiamo, ma offriamo ai nostri giovani la possibilità di conoscere la storia recente che ha portato tanto dolore ma anche tanta voglia di cambiamento”, ha dichiarato.
La Fiat Croma entra così a far parte del percorso espositivo del Museo del Presente, diventando un luogo di riflessione e di educazione alla legalità, affinché il ricordo della strage di Capaci continui a trasmettere alle nuove generazioni il valore dell’impegno contro ogni forma di criminalità organizzata.