La 15enne di Torino era sparita nel nulla il 29 giugno. A dare il lieto annuncio l’associazione Penelope Piemonte.
Torino – Ci sono attese che sembrano non finire mai, notti passate a fissare il telefono nella speranza di una chiamata, di un messaggio, di un segnale qualsiasi. Per la famiglia di Sara Mottaleb quell’incubo è durato 13 lunghissimi giorni, dal 29 giugno scorso, quando la loro bambina di appena 15 anni è uscita di casa in una mattina come tante e si è dissolta nel nulla. Poi, finalmente, la parola che tutti aspettavano: ritrovata. Sana e salva.
A rompere il silenzio e a restituire il sorriso a un’intera città è stato Fabrizio Pace, presidente dell’Associazione Penelope Piemonte, l’organizzazione che assiste le famiglie delle persone scomparse e che fin dalle prime ore aveva diffuso una locandina e lanciato appelli su ogni canale. La ragazzina, hanno confermato le autorità, è in buone condizioni di salute ed è già stata raggiunta dai genitori per essere riportata tra le mura di casa.
Era la mattina di lunedì 29 giugno quando Sara aveva varcato la soglia di casa senza dire nulla a nessuno, senza confidare a parenti o amici dove fosse diretta. Indossava dei leggings blu, un body bianco e una camicia a quadri viola e bianca. Nessun litigio, nessun malessere: le ore precedenti erano trascorse in un clima di assoluta normalità. Poi il silenzio, e l’angoscia di una famiglia che ha subito sporto denuncia.
Per giorni le ricerche, coordinate dalle forze dell’ordine e sostenute dai volontari di Penelope, si sono concentrate sull’area metropolitana e sulle possibili tratte ferroviarie. Gli inquirenti non avevano escluso alcuna pista, compreso il timore che la quindicenne non fosse sola, con l’ombra del reato di sottrazione di minore a pesare sull’intera vicenda. Sul luogo e sulle modalità del ritrovamento resta il massimo riserbo, a tutela della giovane.