A 87 anni finisce in cella: nel 2018 violentò una ragazzina

La Cassazione ha confermato la condanna: i carabinieri lo hanno prelevato a casa e portato in carcere.

Reggio Emilia – La giustizia non guarda in faccia a nessuno, nemmeno all’età. E così un uomo di 87 anni, che credeva forse di aver messo tra sé e i propri crimini una distanza incolmabile di anni, si è ritrovato le manette ai polsi e le porte del carcere spalancate per aver abusato di una bambina che, quando l’orrore si è consumato, non aveva ancora compiuto 13 anni. Un dramma nato nel 2018 tra le campagne del Padovano e chiuso soltanto ora, dopo un lungo calvario giudiziario durato anni.

A mettere la parola fine su questa oscura vicenda è stata la Corte di Cassazione, che lo scorso 9 luglio ha respinto senza appello il ricorso presentato dalla difesa dell’anziano, rendendo così definitiva la condanna. Un verdetto che spazza via ogni residua speranza di impunità e conferma, grado dopo grado, ciò che i giudici avevano già scritto nero su bianco.

Il percorso della giustizia era iniziato davanti al Tribunale di Rovigo, che aveva riconosciuto la responsabilità dell’imputato. La sentenza era poi stata ridisegnata dalla Corte d’Appello di Venezia il 6 novembre 2025, che aveva rideterminato per l’87enne una pena di sei anni di reclusione. A questa si aggiungono le pene accessorie: l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’interdizione legale per tutta la durata della condanna.

Trattandosi di un reato tanto grave e di una pena superiore ai quattro anni, non c’erano i margini per la sospensione. L’autorità giudiziaria ha così ordinato l’immediata carcerazione. Venerdì pomeriggio i carabinieri di Castellarano, il paese in provincia di Reggio Emilia dove il pensionato vive, hanno bussato alla sua porta ed eseguito il provvedimento, accompagnandolo dietro le sbarre della casa circondariale.

Per lui, però, la cella potrebbe non essere l’ultima parola. Vista l’età avanzata, i suoi legali potranno chiedere una misura alternativa al carcere, come la detenzione domiciliare: una valutazione che spetterà ora all’autorità competente. Ma il marchio resta, indelebile: a 87 anni, la legge gli ha presentato il conto.