Orrore tra i rifiuti, spunta un cadavere chiuso in un sacco: si indaga per omicidio

Il corpo, abbandonato tra i cumuli di spazzatura, era in avanzato stato di decomposizione e non è stato possibile identificarlo.

Reggio Calabria C’è un uomo senza nome e senza volto al centro di un giallo che ha sconvolto la periferia nord della città. Il suo corpo è riemerso all’improvviso, chiuso dentro un sacco della spazzatura e gettato tra i cumuli di rifiuti abbandonati nel quartiere Catona, in una zona isolata immersa nella vegetazione non lontano dalla chiesa di San Francesco. A dare l’allarme, nella mattinata di giovedì 9 luglio, sono stati gli stessi militari dell’Arma, che hanno trasformato quella distesa di immondizia in una scena del crimine.

Sul posto sono intervenuti subito i carabinieri, che hanno confermato la presenza del cadavere e allertato il pubblico ministero di turno. A seguire sono arrivati il medico legale e gli uomini della Scientifica, chiamati a effettuare i primi rilievi sul corpo e sulla scena del ritrovamento. Ma un dettaglio ha reso tutto più drammatico: la salma era in avanzato stato di decomposizione, tanto da risultare irriconoscibile. Impossibile, al momento, stabilire l’identità della vittima.

Le risposte arriveranno solo nei prossimi giorni, con i risultati dell’autopsia già disposta dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, guidata dal procuratore Giuseppe Borrelli, che ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di omicidio. Dopo le formalità di rito il corpo è stato rimosso e trasferito in obitorio, in attesa dell’esame post mortem che dovrà chiarire cause ed epoca del decesso.

A insospettire gli investigatori è soprattutto il luogo. Il sacco si trovava in un’area nota per l’abbandono illegale di rifiuti, lontana da abitazioni e attività commerciali, dove sorgono soltanto piccoli edifici usati come depositi. L’ipotesi è che il corpo sia stato lasciato lì da diverso tempo, proprio per occultarlo e ritardarne il ritrovamento. I militari hanno passato al setaccio l’intera zona e le aree limitrofe a caccia di indizi, ma sugli elementi raccolti mantengono per ora il massimo riserbo. Nessuna pista, al momento, viene esclusa.