WhatsApp dice addio al numero di telefono: arriva il nome utente segreto

Con oltre tre miliardi di iscritti, l’app di Meta permetterà di chattare senza svelare il proprio recapito.

Cambia per sempre una delle regole più vecchie di WhatsApp: da oggi il numero di telefono non è più l’unica chiave per farsi trovare. Per la prima volta dalla sua nascita, l’app di messaggistica più usata al mondo permetterà di avviare una conversazione senza svelare il proprio recapito personale, nascosto dietro un nome utente scelto liberamente. Meta ha avviato il rilascio degli username, gli identificativi univoci preceduti dal simbolo “@” già familiari a chi usa Instagram, Telegram o Signal. Una svolta pensata per rafforzare la privacy di oltre tre miliardi di utenti attivi, fino a ieri esposti al rischio che chiunque, conoscendo il loro numero, potesse cercarli e contattarli.

Il numero, va detto subito, non sparisce del tutto: resterà indispensabile per registrare l’account e per le procedure di sicurezza. Ma non sarà più obbligatorio mostrarlo nelle nuove chat. In pratica, per scrivere a qualcuno basterà conoscerne l’username, senza che il recapito telefonico venga automaticamente condiviso. Una soluzione pensata soprattutto per i gruppi, le community, le compravendite online e tutti quei contatti di lavoro occasionali in cui oggi si è costretti a rendere pubblico il proprio numero.

La grande novità è che le prenotazioni sono già aperte, anche in Italia. Chiunque, da questa settimana, può assicurarsi in anticipo il nome desiderato prima che venga occupato da qualcun altro: basta entrare nelle impostazioni dell’app, alla voce Account e poi Nome utente. Con miliardi di iscritti nel mondo, le sovrapposizioni sarebbero inevitabili, e per chi è a corto di idee Meta ha previsto persino un generatore automatico di nomi. Piccole imprese, creator e organizzazioni potranno invece reclamare lo stesso identificativo già usato su Instagram o Facebook.

A tranquillizzare i più diffidenti, l’azienda chiarisce che non esisterà alcun elenco pubblico consultabile: nessuna directory, nessun suggerimento automatico di profili da aggiungere. Per messaggiare una persona la prima volta bisognerà conoscerne con esattezza il nome utente. Chi vuole blindarsi ancora di più potrà attivare la cosiddetta “chiave del nome utente” (username key), un codice opzionale che l’interlocutore dovrà conoscere per riuscire a inviare il primo messaggio, così da sbarrare la porta a spammer e truffatori.

Attenzione però a un punto che spegne gli entusiasmi: WhatsApp non diventa anonimo. Il numero resta il fondamento dell’iscrizione e continuerà a essere visibile in tutte le conversazioni in cui è già stato condiviso in passato. La nuova protezione vale solo per i contatti futuri, non cancella le tracce già lasciate. Sul fronte tecnico, gli username dovranno rispettare regole precise — saranno univoci e non potranno imitare indirizzi web o domini internet, per ridurre i tentativi di phishing — mentre le aziende che usano WhatsApp Business potranno riconoscere gli utenti tramite un nuovo codice, il Business Scoped User ID, senza dipendere dal numero.

Il rollout sarà graduale: la funzione si attiverà progressivamente nei prossimi mesi, con l’arrivo operativo in Italia atteso entro la fine dell’anno. Non tutto, però, procede liscio: l’India ha già chiesto a Meta di sospendere il lancio, temendo che i nomi utente possano aprire la strada a nuove frodi. Un segnale che, dietro la promessa di più privacy, la partita sulla sicurezza è appena cominciata.