La donna, 80 anni, è ricoverata in gravi condizioni ma non è in pericolo di vita. Il figlio si è lanciato nel vuoto.
Ragusa – Ci sono tragedie che si consumano nel silenzio di una casa e che lasciano una comunità intera senza parole, sospesa tra l’orrore e la pietà. È quanto accaduto nella serata di martedì 7 luglio in corso Ho Chi Min, a Comiso, dove Giovanni Iacono, 50 anni, ha aggredito con inaudita violenza l’anziana madre e poi, forse convinto di averla uccisa, si è gettato nel vuoto ponendo fine alla propria vita.
Il dramma si è consumato in una manciata di istanti fatali, all’interno dell’abitazione di famiglia. L’uomo, che secondo le prime informazioni soffriva da anni di gravi problemi psichici, avrebbe colpito ripetutamente la madre, una pensionata di 80 anni ed ex tecnico di laboratorio. Poi, in preda a un turbamento devastante, si sarebbe lanciato in un cavedio interno dello stabile, precipitando per diversi piani.
L’allarme è scattato immediatamente. Sul posto sono accorse due ambulanze del 118, gli agenti del Commissariato di Comiso e i carabinieri, che hanno transennato l’area per consentire i rilievi. Madre e figlio sono stati soccorsi e trasportati in codice rosso all’ospedale Guzzardi di Vittoria. Per l’uomo, però, ogni tentativo dei medici si è rivelato vano: è deceduto poche ore dopo il ricovero.
La madre, che ha riportato gravi lesioni, resta ricoverata in condizioni serie ma, fanno sapere i sanitari, non è in pericolo di vita. Un filo di speranza in una vicenda segnata dal dolore più cupo.
Le indagini sono coordinate dagli agenti del Commissariato di Comiso, impegnati a ricostruire con precisione la sequenza dei fatti e le motivazioni che hanno spinto Iacono al gesto estremo. Secondo alcune testimonianze raccolte nel quartiere, la famiglia aveva già vissuto negli anni situazioni di forte difficoltà legate alle condizioni psichiche dell’uomo, con episodi di aggressività che avrebbero richiesto interventi e segnalazioni. Circostanze ancora al vaglio degli investigatori, che mantengono il massimo riserbo.
L’intera comunità comisana è sotto shock. In corso Ho Chi Min, dove tutti conoscevano quella famiglia, resta oggi soltanto il peso di una tragedia annunciata e mai fermata in tempo.