Acido in faccia davanti a casa dei genitori: 32enne sfigurata, è caccia all’uomo

L’agguato a Peseggia di Scorzè nella serata di venerdì. La donna era appena arrivata da Mestre per far visita alla famiglia. Ricoverata al Centro ustionati di Padova, non sarebbe in pericolo di vita.

Venezia – Un’ombra nel buio, un gesto fulmineo e vigliacco, una vita sfregiata in pochi secondi. Nella quiete di Peseggia di Scorzè, piccola frazione del Veneziano dove le sere d’estate scorrono lente tra i cortili, una donna di 32 anni è stata aggredita con dell’acido da uno sconosciuto, colpita al volto, al collo e alle braccia mentre stava semplicemente andando a trovare i suoi genitori. Un agguato calcolato, consumato poco prima delle 22 di venerdì 26 giugno, che ha lasciato la comunità sotto shock e ha fatto scattare una caccia all’uomo serrata da parte dei carabinieri.

La vittima, residente a Mestre, era partita in auto per raggiungere l’abitazione della famiglia d’origine. Un tragitto breve, percorso decine di volte, che non avrebbe mai dovuto trasformarsi in un incubo. Appena la 32enne è scesa dalla vettura davanti alla casa dei genitori, un uomo le si è avvicinato e le ha scagliato addosso un liquido corrosivo, descritto dalla donna stessa come una sostanza simile all’acido muriatico. L’acido l’ha raggiunta in pieno, ustionandole il volto, il collo e le braccia.

Soccorsa immediatamente, la donna è stata trasferita d’urgenza al Centro grandi ustionati dell’Azienda Ospedaliera di Padova, dove è tuttora ricoverata. Le ferite sono serie e profonde, ma secondo i sanitari non sarebbe in pericolo di vita. Ancora sotto shock e assistita dai medici del Policlinico, la 32enne non è riuscita a fornire ai militari un racconto dettagliato dell’accaduto.

Ai carabinieri ha dichiarato di non aver mai visto prima quell’uomo e di non sapere chi possa averla presa di mira. Le indagini della compagnia di Mestre si muovono però a tutto campo: gli investigatori dell’Arma stanno passando al setaccio le conoscenze della vittima, le persone a lei vicine e ogni vicenda degli ultimi mesi che possa fornire un movente. Un’aggressione di questa natura, premeditata e mirata, raramente è casuale.

Le indagini proseguono senza sosta. Il volto dell’aggressore, per ora, resta nell’ombra da cui è sbucato.